Il Primo Cittadino torna ad aggiornare sull’emergenza Coronavirus

 

Nel suo attesissimo ormai consueto aggiornamento quotidiano, il Sindaco di Monopoli Angelo Annese torna ad aggiornare sull’emergenza Coronavirus ed in particolar modo sulle condizioni di salute delle due monopolitane, risultate positive al Covid19.

 

Buonasera miei cari concittadini,
eccomi qui questa sera per il nostro aggiornamento quotidiano.

I dati di oggi che ho sentito durante la conferenza stampa della protezione civile mi hanno destabilizzato.
Sono davvero preoccupato, avevano registrato un trend calante negli ultimi 3 giorni, oggi invece vi è nuovamente un’impennata: ci sono stati nelle ultime 24 ore 4492 casi in più (ieri erano 3491).
Il dato preoccupante è purtroppo la percentuale di medici e operatori sanitari ammalati.
Purtroppo chi dovrebbe essere preservato non lo è affatto.

L’iniziativa lanciata ieri de “La spesa sospesa” ha avuto un riscontro forte, forse più grande di ciò che pensavo.
Grazie a tutti per la collaborazione e la condivisione, non vi nascondo che sono più sereno adesso perché so che insieme potremo aiutare molte più persone.

Oggi mi hanno girato un dossier della rivista “Biblioteche oggi” del numero di marzo che si occupa de “La Rendella” di Monopoli.
Non ho potuto non pensare alle sale piene di studenti, agli eventi, alla sala dei bambini, al nuovo music lab, ho pensato a tutti i contenitori culturali, al radar, ai cinema, ho pensato a quanto ormai fanno parte della nostra quotidianità e a quanto oggi ci mancano.
Non vedo l’ora che tutto torni alla normalità per restituirvi tutto questo.

Ho sentito poi i parenti delle nostre due concittadine affette da coronavirus, a parte le condizioni che per la signora più giovane sono grazie a Dio stazionarie e con buone prospettive mentre per la signora un po’ più grande le condizioni sono un po’ più difficili, quello che rileva in questa situazione per chi si ammala di coronavirus è la SOLITUDINE.
La solitudine che porta i pazienti a vivere da soli questo calvario della malattia e i parenti inermi ad attendere l’unica telefonata della sera con i medici.
Leggo, ogni volta che le sento, nelle loro parole una tristezza che si fissa nel cuore e che mi lascia tanta angoscia.
A loro e ai loro pazienti, come sempre, va il mio e il nostro in bocca al lupo.