VIDEO/FOTO – Sulla Banchina “Punta del Tonno”, il defibrillatore donato dalla famiglia Centomani e dal Consorzio “Mare Blu”

Prosegue il progetto per fare di Monopoli una città cardio protetta


Un defibrillatore in arrivo sulla banchina di “Punta del Tonno”


Sabato, il defibrillatore donato dalla famiglia Centomani e dal Consorzio “Mare Blu” è stato collocato, nei pressi del distributore di carburante per la pesca sulla banchina di “Punta del Tonno”, al Porto di Monopoli, a pochi passi dal locale Ufficio Circondariale Marittimo, in una posizione strategica ed al riparo dal sole considerando il fatto che, defibrillatori come questo, hanno bisogno di una manutenzione minore; la batteria va infatti cambiata ogni quattro anni.

Un’iniziativa che ci si augura che possa spingere anche altre persone a donare.

Nel frattempo, prosegue il progetto per fare di Monopoli una città cardio protetta, portato avanti dal Comune di Monopoli in collaborazione con la Regione Puglia.

Così come dichiarato dall’Assessore ai Servizi Sociali Ilaria Morga e confermato dal cardiologo dott. Vincenzo Lopriore, si sta provvedendo ad un censimento dei defibrillatori già esistenti, tra cui quello donato in ricordo del giovane Francesco Campanella collocato nei pressi del “David Parrucchieri” in via Venezia, 8 e, dall’A.N.P.S. (Associazione Nazionale Polizia di Stato) – Sezione di Monopoli che sarà probabilmente collocato in via Procaccia dove, nei pressi dell’ex Mattatoio, a breve sarà aperto un centro diurno per minori. Dalla mappatura di quelli esistenti (tenendo presente anche quelli collocati presso scuole ed impianti sportivi cittadini), sarà possibile avere contezza della situazione e constatare laddove mancano e sarebbe necessario installarli come ad esempio nelle contrade.

In occasione della cerimonia che ha portato il dott. Lopriore a ringraziare personalmente la famiglia Centomani: «questi eventi di oggi sono eventi aggiunti e che ben vengano, che mettono in evidenza il cuore nobile dei monopolitani», è stato annunciato che saranno effettuati corsi BLSD per «autorizzare alcuni laici ad utilizzare questa apparecchiatura, che è automatica; bisogna infatti saper posizionare la persona e gli elettrodi».

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