Insieme ad altri 435 licei classici disseminati sul territorio nazionale, nelle stesse ore e in modalità simili, anche presso il Polo Liceale di Monopoli si è tenuta il 17 gennaio a partire dalle ore 18.00 la Notte Nazionale del Liceo Classico.

L’evento, nato da un’idea di Rocco Schembra, docente presso il liceo “Gulli-Pennisi” di Acireale, e sostenuto dal MIUR, è giunto quest’anno alla sesta edizione. Tra canti, drammatizzazioni e narrazioni la serata ha consentito a tutti i partecipanti, attori e spettatori dell’evento, di fare un salto nel passato e di vivere per alcune ore il gusto e l’atmosfera, soffusa ed immaginifica, del dialogo con l’antico.

Contro ogni pregiudizio e a dispetto dei detrattori dell’antico e della sua spendibilità, la serata ha suscitato entusiasmo e interesse in un clima leggero, ma non banale, di festa e condivisione. L’evento si è aperto in contemporanea con gli altri licei d’Italia con un video musicale di apertura, realizzato da Francesco Raniero, che ha evocato l’idea della modernità delle lettere antiche, antidoto alla omologazione digitale dei più giovani.

A seguire la prof.ssa Graziana Brescia, docente di Lingua e Letteratura latina presso l’Università degli Studi di Bari, e il prof. Mario Lentano, docente di Lingua e Letteratura latina presso l’Università degli Studi di Siena, hanno consentito di vivere un momento di approfondimento e di alto contenuto culturale con un intervento a quattro mani sulla tradizione del mito di Enea e Didone, corredato da suggestivi richiami pittorici curati dalla prof.ssa Brescia.

L’Enea che tutti abbiamo imparato a conoscere sin dai primi anni della nostra formazione, ha assunto un aspetto inedito nella originale e dotta lettura dei due docenti, i quali in modo del tutto fruibile hanno accompagnato studenti e docenti nella scoperta di varianti inedite, antiche e tardoantiche, del mito dell’eroe virgiliano: in un suggestivo processo contro Virgilio sulla base delle fonti e delle varianti del mito, Enea non è più apparso come l’eroe pius e predestinato che abbiamo imparato a conoscere sin da giovanissimi, e Didone non ha più mostrato il volto della regina abbandonata e suicida per amore di Enea, in un gioco che ha svelato il meccanismo di selezione e vaglio operato dai poeti di epoca augustea sulle fonti a disposizione per le loro opere.

A seguire è iniziata la vera e propria festa con un programma ricco e variegato di brevi spettacoli e drammatizzazioni di miti e storie del mondo classico, adattati e interpretati dagli studenti che hanno profuso tutto il loro entusiasmo, le loro competenze e il loro impegno per una serata che li emoziona e li vede protagonisti assoluti della riscoperta dell’antico.

Da Omero a Terenzio, passando per Plauto, Ovidio e Miguel de Cervantes, per arrivare a Freud, gli studenti hanno innanzitutto letto, studiato, analizzato e contestualizzato i testi di partenza, per poi reinterpretarli in chiave parodica o moderna e trarne un messaggio valido per sempre e in ogni epoca. Non un classico relegato e impolverato in una teca, ma aperto e dinamico, rivolto ai più giovani e alla modernità: ecco il valore aggiunto degli studi classici, tangibile e spendibile, che apre la mente e l’animo e consente di guardare al presente e al futuro con occhi più consapevoli.

A dimostrazione di tale convinzione condivisa, la serata si è conclusa con un dinamico spettacolo teatrale, Corpi al vento, recitato da Ilaria Gelmi e Antonella Ruggiero, a cura di Roberto Anglisano, che ha portato le donne di Creta, con un brillante gioco sulle parole, dalle pagine antiche del mito e della tragedia greca alle dinamiche della sofferenza femminile moderna, dipingendo donne fragili che possono rompersi come creta per poi saper raccogliere e assemblare i cocci della propria esistenza, dopo l’abbandono alla disperazione da parte di moderni Teseo, indifferenti e cinici. Una scelta intelligente da parte del liceo, quella di affrontare in modo efficace una tematica sempre attuale che, presentata attraverso il filtro estetizzante e sublimante dell’arte, ha reso più intenso il clima festoso dell’evento.

Tutta la serata è stata accompagnata dalle note antiche ed immaginifiche dell’handpan grazie alla originale e intensa performance di Hunza Handpan Player, che come un moderno aedo ha trapuntato l’evento di note antiche, ma sempre suggestive. In chiusura di una serata festosa, coinvolgente ed emozionante si è tenuta la lettura, in contemporanea nazionale, del brano conclusivo selezionato dal liceo capofila, ovvero i vv. 1-38 dell’Agamennone di Eschilo con l’accompagnamento musicale di una violinista d’eccezione, alunna del nostro liceo, che ha accompagnato la lettura con le note di Bach. Il grande successo dell’evento è stato possibile grazie alla condivisione, per la quale ognuno, dal più giovane degli alunni al più anziano dei professori, per arrivare al tecnico, al collaboratore e al genitore, ha dato il proprio contributo, ha risolto un problema, ha stampato un testo, ha creato una locandina, ha realizzato, distribuito e sistemato oggetti, ha accompagnato i ragazzi alle prove durante le vacanze natalizie, insomma ha messo un pezzo di cuore in un progetto in cui tutti crediamo strenuamente contro ogni possibile rimbrotto di ostinazione stantia e anacronistica.

Tutto questo per evidenziare come si comprenda o meno la passione dei Docenti del Polo Liceale per il mondo classico, per incamminarsi verso Itaca, come tutti insieme abbiamo cantato con gioia, di intraprendere, moderni Odisseo, ognuno il proprio personalissimo nóstos, che è il viaggio di ritorno alle proprie radici, necessario per immergersi nel presente e proiettarsi nel futuro.