Convegno a Monopoli sulle valutazioni socio-giuridiche della discriminazione di genere


All’indomani del convegno sulle valutazioni socio-giuridiche della discriminazione di genere recentemente svoltosi a Monopoli, l’educatore professionale Donato Barletta formula le sue riflessioni da pedagogista clinico in merito alla discriminazione di genere.

Per prevenire atti di discriminazione di genere, mediante i quali, l’uomo assume comportamenti anomali che ledono la dignità della donna, diventa essenziale adottare itinerari di formazione, finalizzati a sensibilizzare la comunità locale

Sui disagi psicologici che tali azioni prevaricatrici, violente, mascoline arrecano, al mondo interiore della donna. Diventa altresì importante che vi sia una coerenza, una condivisione di intenti, una progettualità comune, tra tutte le componenti istituzionali presenti sul territorio locale(la famiglia, i tutori dell’ordine pubblico, educatori, psicologi, assistenti sociali, giornalisti) che, insieme rappresentano le figure di affiancamento di riferimento per uno sviluppo sano e morale per tutti i bambini e i giovani di oggi che saranno protagonisti del domani. Il modo in cui un bambino, un adolescente interpreta i messaggi verbali e non verbali di chi gli sta intorno, gioca un ruolo molto importante nello sviluppo della loro autostima. L’ immagine del bambino e dell’adolescente, il proprio sé, avviene attraverso l’osservazione di ciò che dicono e di come si comportano i loro familiari che gli trasmettono modelli comportamentali e convenzioni. Le loro idee sulla gente e sulla vita nascono dalle relazioni che intrecciano con i propri genitori, sviluppando degli atteggiamenti ben definiti verso le convenzioni sociali. Strettamente abbinato al concetto di sé è l’autostima che è legata al sentirsi degni d’amore e al sentirsi capaci; sempre collegato all’autostima è la presenza di un forte senso di valore personale che permette di affrontare sia i successi e sia i fallimenti della vita.  Il concetto di sé è messo in discussione dall’individuo, ogni qualvolta che egli è maltrattato, sviluppando sensi di inferiorità e di inadeguatezza. Dunque ciascun organo educativo, dovrà agire con senso di coscienza e responsabilità, rivestendo un ruolo da filtro per la società attuale e per la futura generazione, affinché vengano educate ad acquisire modelli ed esempi sani e a modificare i propri schemi e una concezione attualmente purtroppo ancora pregiudizievole, distorta, maldicente, irriverente verso la diversità di genere. Una rete di sostegno valoriale, amorevole, autorevole, consapevole, attenta ai bisogni reali dei bambini e degli adolescenti; un’azione preventiva che non può non investire sull’educazione affettiva, sulla consapevolezza dell’emozioni dei bambini, affinché gli stessi possano evitare di avere in età adulta, disturbi comportamentali dirompenti – oppositivi, tali da compromettere in proiezione futura il dialogo e la serenità di coppia con la propria amata e un disagio interiore irreversibile in quest’ultima.