Denunciati e sanzionati per 414 euro, sospensione della patente e sottrazione di 18 punti dalla stessa i due investitori 

Dopo una decina di giorni di indagini, consistite in riscontri delle informazioni assunte e di appostamenti, il personale dell’Ufficio Infortunistica Stradale/P.G. del Comando di Polizia Locale ha individuato gli autori dell’investimento di una giovane donna, studentessa universitaria, a cui sono state prodotte lesioni guaribili in 7 giorni (primo referto ospedaliero).

I due autori dell’investimento e della conseguente fuga sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato previsto dall’art 189 del codice della strada “Comportamenti in caso di incidente”, che al comma 6 recita: “Chiunque, in caso di incidente stradale collegabile al suo comportamento, con danno alle persone, non ottempera all’obbligo di fermarsi, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre anni.” Questa fattispecie è descritta dalla giurisprudenza come il reato di “fuga”. Il successivo comma 7 recita: “Chiunque nelle condizioni di cui al comma 1, non ottempera all’obbligo di prestare l’assistenza occorrente alle persone ferite, è punito con la reclusione da un anno a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni” cd reato di “omissione di soccorso”. Conseguenza della denuncia è stato il sequestro penale del motociclo sul quale viaggiavano i due investitori, e la contestazione di ulteriori sanzioni amministrative: 414 euro, sospensione della patente e la sottrazione di 18 punti dalla stessa.

Le difficoltà riscontrate dall’ufficio investigativo, diretto dal Commissario Capo Bruno, sono state legate alla ricostruzione dei fatti, accaduti in frazioni di secondo, e dai pochi elementi ricavati dai testimoni presenti in loco.

I fatti si sono svolti nel pieno centro di Monopoli; mentre la ragazza investita era intenta nell’attraversamento della strada sulle strisce pedonali, un bus si è correttamente arrestato per farla attraversare in sicurezza; di lì a poco è sopraggiunto il ciclomotore con a bordo i due giovani che, nonostante il bus fosse fermo, ha proseguito la marcia da destra, sbucando all’improvviso e toccando la ragazza, la quale è finita inevitabilmente in terra.

Fatto grave, a parte la condotta di guida, è il comportamento avuto dai due giovani che, quando si sono accorti dell’investimento, invece di fermarsi, hanno rilanciato la borsa verso la malcapitata studentessa, che si era incagliata alla moto.

Sui reati previsti all’art 189 cc 6 figa e 7 omissione di soccorso del codice stradale è di recente intervenuta nuovamente la Corte di Cassazione con sentenza n 25142 del 6/6/19, precisando che il reato di fuga dopo un investimento e quello di omissione di soccorso hanno diversa oggettività giuridica essendo la prima previsione finalizzata a garantire l’identificazione dei soggetti coinvolti nell’investimento e la ricostruzione delle modalità del sinistro mentre la seconda è finalizzata a garantire che le persone ferite non rimangano prive della necessaria assistenza. Gli Ermellini sostengono che mentre nel reato di “fuga” è sufficiente che si verifichi un incidente riconducibile al proprio comportamento che sia concretamente idoneo a produrre eventi lesivi, senza che debba riscontrarsi l’esistenza di un effettivo danno alle persone, per il reato di omissione di assistenza si richiede che sia effettivo il bisogno dell’investito a nulla rilevando l’assenza di lesioni o di morte o allorché altri abbia già provveduto e non risulti più necessario l’intervento dell’obbligato tenuto conto altresì del fatto che, certamente, l’assenza di lesioni o morte o la presenza di un soccorso prestato da altri non possono essere conosciute ex post dall’investitore, dovendo questi essersene reso conto in base ad obiettiva constatazione prima.

«Questo episodio – commenta il Comandante della Polizia Locale dott. Michele Cassano – ci consegna l’obbligo di fare qualche riflessione sul comportamento “deprecabile” dei due giovani investitori: il problema dei “pirati della strada”, cioè di coloro che, dopo aver causato un incidente stradale, fuggono, è sempre di sconvolgente attualità e denota uno scarso senso di solidarietà da parte di alcuni cittadini. È una battaglia culturale a cui nessun cittadino può sottrarsi quella di avere comportamenti corretti sulla strada, quali dare assistenza in caso di incidenti stradali oppure arrestarsi per far attraversare i pedoni in sicurezza. L’impegno della Polizia Locale è a 360 gradi: in questi giorni – spiega Cassano – sono iniziati i corsi di educazione stradale in due scuole cittadine, il Terzo Circolo, in cui le lezioni sono tenute dal Sovr. Didonna, e il Primo Circolo, dall’Ass. Dileo; il fine è quello di seminare nelle future generazioni, i prossimi utenti della strada, la coscienza del rispetto degli altri e la consapevolezza che per attuare questo rispetto, non semplicemente a parole (un detto cinese recita: “parlare non cuoce il riso”), si deve iniziare dalle regole; gli argomenti delle lezioni sono state l’ambiente stradale, compresa le segnaletica stradale, le regole comportamentali del pedone e quelle per andare in bicicletta».