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Venezia, le considerazioni di Franco Muolo

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Gentile Direttore,
si fa un gran parlare in questi giorni della seconda grande tragedia che ha colpito la storica, grande città lagunare di Venezia e qualcuno ipotizza che ci potrebbe essere un “non c’è due senza tre”. Se lo scirocco dovesse continuare a soffiare con forza inaudita, dal basso verso l’alto Adriatico, provocando l’alta marea che sommerge gran parte di quella bellissima città che fu dei Dogi e diventata, meritatamente, patrimonio dell’Umanità.
   Durante questi stessi giorni, politici di ogni estrazione vi fanno visita per ostentare le stesse dichiarazioni e promesse verbali di ogni genere senza sapere che la situazione è talmente grave che se non si completano, ora, con somma urgenza le costosissime opere del Mose la città potrebbe letteralmente affondare. Ma il fatto che più mi fa rabbrividire è vedere i turisti che, con nonchalance, vanno a farsi fotografare in piazza San Marco con enormi stivali per portarsi a casa un ricordo che appare ridicolo. Siamo passati dalle serissime foto con i piccioni di un tempo sulla stessa piazza asciutta e assolata a umidi selfie attuali di dubbio gusto (la foto allegata è di miei parenti scattata nel 1952).
   Concludo con due altre considerazioni: prima, siamo sicuri che solo paragonando la tragedia di Venezia a quella del crollo parziale della grande basilica di Notre Dame di Parigi sia la stessa cosa e, cioè, tutto il Mondo dovrebbe intervenire nel sovvenzionare i lavori di ripristino? Mi pare che si tratti di opere del tutto diverse fra loro. O no! E, ancora, perchè la regione Veneta, dimenticando la richiesta di autonomia della stessa, chiede ora il contributo delle di altre regioni italiane per la risoluzione di problemi originati del loro ambito regionale nell’aver speso la bellezza di quasi cinque miliardi di euro per un opera di paratoie mobili (il Mose) iniziata tantissimi anni fa e non ancora completata, per la mancanza ora di appena, si fa per dire, duecento milioni di euro?
   Forse sarebbe questo il tempo che tutte le Regioni italiane divenissero veramente autonome nello sbrigare ognuna i propri guai, che a tutte non mancano, dal Nord al Sud Italia.
   Franco Muolo
   Monopoli (Bari)