Deposte una corona al Monumento ai Caduti del Mare, una in onore del “Milite Ignoto” ed un’altra al Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale 

Non essendo un giorno festivo e, ricadendo di lunedì, il 4 novembre di quest’anno è stato soltanto apparentemente una giornata come tutte le altre. In questa data (dichiarata Festa nazionale con il Regio decreto n.1354 del 23 ottobre 1922) in cui l’Italia ricorda l’Armistizio di Villa Giusti (entrato in vigore il 4 novembre 1918) che consentì agli italiani di rientrare nei territori di Trento e Trieste, e portare a compimento il processo di unificazione nazionale iniziato in epoca risorgimentale, si sono rinnovate, anche a Monopoli, le celebrazioni curate dal cerimoniere del Comune di Monopoli, l’Ispettore Superiore Michele Lafronza (agente di Polizia Locale) per commemorare il Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate nel 101° anniversario dalla fine della Grande Guerra.

Autorità civili (Sindaco Angelo Annese, Presidente del Consiglio Comunale Luigi Colucci, Assessore ai Servizi Sociali Ilaria Morga e i Consiglieri Comunali Anna Capra, Piero Barletta e Silvia Contento) e militari (T.V. (CP) Adriana Prusciano, Capo del Circondario Marittimo e Comandante del Porto di Monopoli, Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Monopoli Cap. Arcangelo Raffaele Gennari alla sua prima uscita pubblica all’indomani del suo insediamento, il Commissario Piero Palmisano, Vice-Dirigente del Commissariato di P.S. di Monopoli, il Comandante Vito Diceglie della Stazione dei Carabinieri di Monopoli ed il Commissario Antonio Bruno per la Polizia Locale) e, forze combattentistiche e d’arma (A.N.M.I. – Gruppo di Monopoli, Battaglione San Marco, A.N.P.S. – Sezione di Monopoli e A.N.C. – Sezione di Monopoli) si sono radunate in Largo Plebiscito per dare vita al corteo capeggiato dagli studenti delle scuole cittadine: dopo la deposizione di una corona al Monumento ai Caduti del Mare in Largo Fontanelle, al “Milite Ignoto” (anonimo combattente caduto con le armi in pugno, la cui salma fu tumulata il 4 novembre 1921 nel sacello dell’Altare della Patria a Roma per onorare i sacrifici dei soldati caduti) e, al Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale in Piazza Vittorio Emanuele II, la cerimonia si è conclusa con le allocuzioni.

Il Milite Ignoto (fonte www.esercito.difesa.it)

​​Dopo la 1^ Guerra Mondiale, le Nazioni che vi avevano partecipato vollero onorare i sacrifici e gli eroismi delle collettività nella salma di un anonimo combattente caduto con le armi in pugno.

L’idea di onorare una salma sconosciuta risale in Italia al 1920 e fu propugnata dal Generale Giulio Douhet.

​Il relativo disegno di legge fu presentato alla camera italiana nel 1921.

Approvata la legge, il Ministero della guerra diede incarico ad una commissione che esplorò attentamente tutti i luoghi nei quali si era combattuto, dal Carso agli Altipiani, dalle foci del Piave al Montello; e l’opera fu condotta in modo che fra i resti raccolti ve ne potessero anche essere di reparti di sbarco della Marina.

Fu scelta una salma per ognuna delle seguenti zone: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele, tratto da Castagnevizza al mare.

Le undici salme, una sola delle quali sarebbe stata tumulata a Roma al Vittoriano, ebbero ricovero, in un primo tempo, a Gorizia, da dove furono poi trasportate nella Basilica di Aquileia il 28 ottobre 1921. Qui si procedette alla scelta della salma destinata a rappresentare il sacrificio di seicentomila italiani.

Il passaggio della salma del milite ignoto - 1921

La scelta fu fatta da una popolana, Maria Bergamas di Trieste, il cui figlio Antonio aveva disertato dall’esercito austriaco per arruolarsi nelle file italiane, ed era caduto in combattimento senza che il suo corpo potesse essere identificato. La bara prescelta fu collocata sull’affusto di un cannone e, accompagnata da reduci decorati al valore e più volte feriti, fu deposta in un carro ferroviario appositamente disegnato.

Le altre dieci salme rimaste ad Aquileia furono tumulate nel cimitero di guerra che circonda il tempio romano.

Il viaggio si compì sulla linea Aquileia-Venezia-Bologna-Firenze-Roma a velocità moderatissima in modo che presso ciascuna stazione la popolazione ebbe modo di onorare il caduto simbolo.

La tumulazione della salma del milite ignoto

La cerimonia ebbe il suo epilogo nella capitale. Tutte le rappresentanze dei combattenti, delle vedove e delle madri dei caduti, con il Re in testa, e le bandiere di tutti i reggimenti mossero incontro al Milite Ignoto, che da un gruppo di decorati di medaglia d’oro fu portato a S. Maria degli Angeli.

Il 4 novembre 1921 il Milite Ignoto veniva tumulato nel sacello posto sull’Altare della Patria.

Al Milite Ignoto fu concessa la medaglia d’oro con questa motivazione:
“Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria.”