Il 75enne avrebbe rifiutato di essere ospitato in casa di riposo


Nessuna soluzione trovata per l’anziano rimasto senza dimora dopo la revoca dell’assegnazione dell’alloggio popolare | Continua a tenere banco la vicenda dell’anziano rimasto senza dimora dopo la revoca dell’assegnazione dell’alloggio popolare | Anziano rimane senza dimora al rientro dall’ospedale per la revoca dell’assegnazione dell’alloggio popolare


Dopo essere stato appena dimesso dall’ospedale, dal tardo pomeriggio del 31 ottobre scorso, si troverebbe temporaneamente a casa della nuora il 75enne Vincenzo Totaro che, nella serata del 28 ottobre, era stato ricoverato d’urgenza in ospedale dopo aver trascorso la giornata su una brandina davanti all’uscio di quella che, fino al 22 ottobre scorso (giorno del suo precedente ricovero), è stata casa sua: un alloggio popolare ubicato in via Luigi Piccinnato al civico n. 17 di proprietà dell’Arca Puglia, la cui assegnazione gli sarebbe stata revocata (nel 2009) per il presunto acquisto di un terreno con annessa abitazione.

Nonostante le remore iniziali, all’anziano sarebbe stato invano proposto dall’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Monopoli di andare in una casa di riposo.

Da accertamenti pare infatti che, nonostante il 75enne si sarebbe separato dalla moglie a febbraio 2010 e che, come riferito dal suo legale, l’avv. Sergio Marasciulo, il terreno con annessa abitazione in questione, nella separazione, sarebbe stato assegnato una tantum a titolo di mantenimento all’ex consorte, non sarebbe stata trovata nessuna nota di trascrizione di Conservatoria (formalità attraverso la quale vengono resi pubblici gli atti di costituzione, trasferimento o modifica dei diritti reali su beni immobili, che si esegue attraverso il deposito dell’atto, presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari competente per territorio) che lo attesti; a tal proposito, l’avv. Marasciulo ha spiegato che per espletare tale formalità è necessario effettuare un pagamento che, per ovvi motivi economici, non sarebbe stato effettuato dal sig. Totaro.

Nel frattempo, i consiglieri leghisti Giuseppe Campanelli, Franco Leggiero e Vincenzo Laneve hanno continuato a seguire la vicenda, precisando di non aver fatto “speculazione”: «Quando c’ero io (da Assessore ai Servizi Sociali, ndr) – ha spiegato Campanelli, il 31 ottobre scorso, ai nostri microfoni – avevo sotto controllo la situazione degli immobili comunali, degli immobili confiscati e del dormitorio e sapevo dove c’era posto. La cosa più brutta di questa storia – ha dichiarato con molta pacatezza – è che l’Assessore (riferendosi ad Ilaria Morga) si è rifiutato di venire sul posto. Io, non essendo Assessore – ha infine aggiunto – non ho lo stato della situazione; loro ce l’hanno».

Del parere opposto, il segretario di partito Pietro Barletta che ha preferito non pronunciarsi sull’accaduto, sostenendo la necessità di dover andare a fondo alle questioni e conoscere bene i fatti prima di esprimersi in merito.

Ergo, all’indomani del rinnovo del nuovo Consiglio Metropolitano di Bari, per via dello scarso supporto al Consigliere Metropolitano Leggiero per la sua riconferma da parte dei consiglieri di maggioranza e delle distanze prese dal Segretario Barletta rispetto ad un documento in cui i quattro consiglieri leghisti Campanelli, Laneve, Rotondo e Leggiero chiedevano un chiarimento al Sindaco e alla maggioranza, i rapporti all’interno della Lega si sarebbero incrinati e le differenti posizioni in merito a questa vicenda ne sarebbero la dimostrazione lampante.