Un’occasione per fare il punto sul Mezzogiorno

E’ stata inaugurata, ieri mattina, dal Presidente dei Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, l’83esima Campionaria Generale Internazionale.

Numerosi i rappresentanti di governo presenti alla Cerimonia inaugurale che è stata anche l’occasione per fare il punto sul Mezzogiorno.

Oltre a Conte erano presenti Francesco Boccia, Ministro per gli affari regionali e le autonomie, Teresa Bellanova, Ministra per le politiche agricole, alimentari e forestali e Giuseppe Provenzano, Ministro  per il Sud e la coesione territoriale.

All’inaugurazione hanno partecipato inoltre Michele Emiliano, Presidente Regione Puglia, Antonio Decaro, Sindaco di Bari, Alessandro Ambrosi, Presidente Nuova Fiera del Levante e Pasquale Casillo, Presidente Ente Autonomo Fiera del Levante.

Ad aprire la cerimonia è stato il sindaco Decaro che si è soffermato su temi quali accoglienza, solidarietà, integrazione. In proposito ha sottolineato il modello di lavoro dei sindaci. “Spogliarsi di ideologia, di preconcetti, di slogan e andare in giro per le strade. Da molti anni Bari ha imparato a rialzare la testa, ha ritrovato orgoglio e identità e il suo destino lo sta scrivendo da sola.

Siamo nella top ten dei luoghi da visitare in Europa secondo Lonely Planet, abbiamo riaperto due teatri e ne stiamo riaprendo un terzo. Abbiamo costruito due metropolitane, rinnovato il parco dei mezzi pubblici, abbiamo realizzato il più imponente investimento sulla riqualificazione degli spazi pubblici”. Approfittando della presenza del premier inoltre Decaro ha ricordato la candidatura di Bari come sede dei lavori del G20 del 2021 e dell’importanza del ruolo delle donne non solo nella vita politica”. “Nel nuovo Consiglio comunale ci sono ben dodici donne. E quattro sono le assessore. Un primato senza precedenti”. E infine ha affermato: “è faticoso scegliere la strada più complessa. È faticoso rispettare le regole. È faticoso assumersi le proprie responsabilità. È faticoso abbattere i muri. È faticoso avere fiducia in qualcuno diverso da te. È faticoso provare a migliorare insieme questo Paese. Ma noi, presidente Conte, noi che siamo nati e viviamo in questo pezzo di Sud, alla fatica siamo abituati. E a questa nuova fatica siamo pronti. Sarà una fatica bella ed entusiasmante perché ci farà soffrire ma, come diceva Pietro Mennea, ci farà sognare. E solo chi è capace di sognare può cambiare il mondo”.

Il presidente Emiliano invece si è soffermato sui temi scottanti della Xylella, sanità, TAP, decarbonizzazione, autonomia differenziata e Piano Strategico. “Scriveremo qui in Fiera assieme ai cittadini il nuovo piano strategico della Puglia. Quando avremo le linee embrionali del Piano, sarà mia cura chiedere un incontro tra la mia giunta e il governo, per armonizzare i nostri punti programmatici con quelli nazionali ed evitare così, per quanto possibile, i durissimi conflitti del passato tra Stato e Regione Puglia”. Riprendendo inoltre la principale tematica di questa edizione della Campionaria, ha continuato: “Bisogna subito eliminare l’utilizzo del carbone. La nostra proposta di una Road map verso la  decarbonizzazione Ilva, trasmessa a tutti i governi, redatta con l’Organizzazione Mondiale della Sanità che sta realizzando una valutazione di impatto sanitario sulla fabbrica per nostro conto, ha determinato il Comitato delle Regioni della UE ad affidare proprio al Presidente della Puglia la redazione del Parere sulla strategia di contrasto ai cambiamenti climatici. Questo mix di tutela dell’ambiente, accoglienza, cultura e spesa efficiente dei fondi europei e nazionali ci consente proprio oggi di dire che la Puglia ha determinato, nel suo piccolo, una vera controtendenza economica rispetto al resto del Paese che non si spiega se non con l’impegno che tutti ci stiamo mettendo”.

“L’Ente Fiera”, ha dichiarato il suo Presidente Pasquale Casillo, “vuole e deve essere un Centro studi dell’Economia Meridionale. Il mio punto di vista è quello di imprenditore, esperienza che porto ogni giorno. Negli ultimi anni l’economia globale è in fase di rallentamento. In un simile contesto le imprese meridionali stanno soffrendo. Ciononostante l’impegno e la creatività consente loro di affermarsi nel mercato del lavoro. Non dobbiamo né vogliamo recriminare, dobbiamo essere autorevoli. Mi riferisco non ai politici ma ai cittadini e alle imprese meridionali. Se non cambiamo atteggiamento nel rispetto del patrimonio pubblico, non saremo credibili nell’imporre a livello nazionale la questione meridionale”.

La Fiera, quale entità tutta nuova e l’impegno per il rispetto dell’ambiente sono stati tra i temi al centro del discorso del Presidente della Nuova Fiera del Levante, Alessandro Ambrosi. “Stiamo affrontando una sfida impegnativa: nel 2018 ci sono stati 40 eventi nazionali e internazionali, ai quali hanno partecipato oltre 500mila persone con 80 giorni effettivi di attività e la  riqualificazione del patrimonio immobiliare della Fiera. A noi interessa il destino delle aziende, ci interessa che diminuiscano il costo del lavoro e la pressione fiscale diminuisca, ci interessa lo stato di salute delle imprese. Per nove giorni poi la Campionaria porrà al centro del suo programma tematiche di grande attualità, e una campagna di sensibilizzazione per divulgare il messaggio che una gestione responsabile del nostro Pianeta è possibile. La salute del mondo dunque, dipende da ognuno di noi. E tutto comincia nelle nostre case e prima ancora nelle nostre teste e nelle buone pratiche perché NonabbiamounPianetaB. La sostenibilità non riguarda solo i consumi energetici o idrici o l’ambiente in generale. La sostenibilità è un valore etico che coinvolge tutti. Ecco perché qui, in occasione della Campionaria, ad impatto così fortemente popolare e trasversale, abbiamo voglia di toccare corde importanti da sottoporre all’attenzione dell’agenda nazionale.”

Ha concluso la Cerimonia inaugurale il Presidente del Consiglio Conte.

“L’Italia resta un Paese di grande attrattività e di straordinaria eccellenza ma questo enorme potenziale può concretizzarsi soltanto se affrontiamo tutti i nodi e le difficoltà che frenano la crescita. Si tende spesso a sottolineare le criticità, i ritardi e le lacune del nostro sistema Paese rispetto ai partner europei e internazionali.

Ma alcuni dati, che ci devono rendere orgogliosi, ci ricordano quanto sia elevato il potenziale del nostro sistema industriale. Siamo primi in Ue per numero di pmi manifatturiere: circa 387 mila, il doppio di Francia e Germania. La nostra vocazione all’export è tale da collocarci nella top 5 mondiale dei Paesi con un surplus commerciale manifatturiero superiore ai 100 mld di dollari. Per il secondo anno abbiamo il primato nell’Ue per le misure fiscali a favore di investimenti in business digitali. Tra i comparti più dinamici c’è il design. Durante la mia visita a Bruxelles ho avuto conferma che l’Italia si trova a un punto di svolta, una sfida cruciale. Gode oggi di un prezioso capitale di fiducia che, se sarà speso al meglio, produrrà effetti benefici nel breve, medio e lungo periodo”. E rispondendo poi al sindaco Decaro sulla candidatura di Bari come sede dei lavori del G20 del 2021, ha detto  che si impegnerà per prenderla in considerazione con la massima attenzione.

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Discorso del presidente Ambrosi

Presidente del Consiglio, rappresentanti del Governo, Presidente Emiliano, Sindaco Decaro, autorità civili, militari e religiose, delegazioni estere, signori e signore,

 

benvenute e benvenuti alla 83a edizione della Fiera del Levante di Bari che quest’anno vede nuovamente, e con nostro grande orgoglio, la partecipazione di un Presidente del Consiglio pugliese:

bentornato Prof. Conte.

Un uomo del Sud, a capo del Governo, è una garanzia per tutti i cittadini meridionali, anche nell’attuale complessa vicenda delle autonomie.

La Nuova Fiera del Levante, un’entità tutta nuova, il primo polo fieristico del Sud, ha debuttato con lei lo scorso anno.

Come è noto, in uno scenario difficile e molto incerto per il futuro del quartiere fieristico -e prima ancora dell’intero Paese- la Camera di Commercio di Bari ha ripreso nelle proprie mani il destino della Fiera dei baresi e con BolognaFiere ha dato vita a una partnership pubblico-privata per la gestione delle sue attività:  una Newco in cui alla tradizione imprenditoriale, culturale e storica del territorio si è unito il know-how internazionale dei partner bolognesi.

È stata, e soprattutto sarà, una sfida molto impegnativa che già nel 2018 ha generato 40 eventi internazionali, nazionali e regionali tra fiere specializzate, congressi, mostre e grandi eventi che hanno rilanciato il brand Fiera del Levante in fatto di reputazione e gradimento da parte di chi vi ha partecipato (parliamo di circa 500.000 persone), con 80 giorni effettivi di attività, ma ha anche consentito l’inizio di una consistente ed evidente riqualificazione del patrimonio immobiliare.

Questi numeri, nel 2019, saranno ancora più interessanti con sensibili e significativi incrementi.

Ad esempio, InfoCamere, braccio tecnologico delle Camere di Commercio italiane, ha scelto la Fiera del Levante per la sua nuova sede, che con i suoi mille metri quadri, più di 90 dipendenti e 120 postazioni, si candida ad essere un Hub innovativo importante  –peraltro tra i più belli e funzionali d’Italia– in cui si svilupperanno alte competenze che potranno essere nuova linfa per il nostro  Mezzogiorno.

La Nuova Fiera del Levante per parte sua, continuerà a creare occasioni, ad aggregare community, fare network territoriale,  arricchire l’offerta della convegnistica, immaginare nuove iniziative fieristiche con la creazione di appositi spin off, contribuire –con grandi eventi– alla destagionalizzazione dei flussi turistici che interessano Bari. Come peraltro abbiamo cominciato a fare lo scorso dicembre con il Villaggio di San Nicola, l’unico al mondo capace (proprio qui nel nostro quartiere) di unire l’aspetto ludico e magico del Natale e di Santa Klaus, alla storia del Santo più amato dai popoli e dai bambini, al dialogo interreligioso, alla solidarietà, alla gioia di stare insieme e fare festa con i prodotti delle Terre, creando una connessione fortissima tra la festività cattolica e quella ortodossa.

Ringrazio ancora le oltre 150mila imprese iscritte alla Camera di Commercio di Bari e le associazioni di categoria che le rappresentano, il Vicepresidente, la giunta, il Consiglio e tutti i collaboratori della Camera di Commercio.

Grazie al Presidente Dott. Calzolari, al Dott. Bruzzone e al Dott. Zanardi di BolognaFiere ed al CdA della Nuova Fiera del Levante.

Hanno sostenuto e dato fiducia ad un’operazione complessa: guidare la Caravella in uno scenario fieristico nazionale e internazionale in rapida e vorticosa trasformazione.

A noi, Presidente, interessano loro, interessa il destino di queste aziende, non ci appassionano i fioretti, i duelli, gli scontri, gli sgambetti politici.

Ci interessa che l’IVA non aumenti, che la pressione fiscale diminuisca, che diminuisca il costo del lavoro, etc.

Ci interessa cioè solo la loro sopravvivenza, il loro stato di salute, da cui dipende il nostro futuro, il futuro di tutti.

Grazie agli amici partner bolognesi, per aver creduto nel futuro della Fiera del Levante, ma grazie anche alla Regione Puglia e al Comune di Bari per aver collaborato e contribuito al percorso di rilancio. Grazie al presidente Casillo, e a  tutti i collaboratori interni ed esterni della Nuova Fiera del Levante e dell’Ente.

La Fiera del Levante è il “cuor business” di Bari e dell’area metropolitana, dei comuni della provincia e della regione e noi ci auguriamo in futuro anche di tutto il Sud.

L’ho detto lo scorso anno. E lo confermo oggi richiamando la vostra attenzione sull’elemento centrale della creatività che abbiamo scelto per questa edizione: un cuore che irradia energia.

Un cuore pulsante di buoni sentimenti, rappresentati da fasci di luce e suoni che avvolgono e producono energia buona e pulita che saranno costantemente presenti nel quartiere. Un contesto dove tutti gli ingranaggi sono pronti a generare cambiamenti e a favorire sinergie economiche, ambientali e sociali. Rispettando il territorio. Pensando al futuro del Pianeta. Guardando un mare pulito e plastic free che ci abbraccia tranquillo.

Anche per questo abbiamo deciso di rispondere, pubblicamente, alla chiamata globale di corresponsabilità, costruendo intorno alla nostra Campionaria Internazionale iniziative utili a rafforzare questo messaggio, oltre ogni retorica e in un concreto impegno quotidiano che vede donne e uomini produrre modelli economici e sociali sostenibili.

Gli scioperi degli studenti (i venerdì per il futuro) stanno richiamando i decisori internazionali alle proprie responsabilità per contrastare la terribile crisi climatica che sta investendo tutto il Pianeta. Ha cominciato Greta mentre il suo Paese veniva colpito  da ondate di calore e incendi boschivi, eccezionali e senza precedenti. Stanno continuando insieme a lei milioni di ragazze e di ragazzi in tutto il mondo chiedendo a gran voce azioni concrete contro i cambiamenti climatici e reclamando il proprio diritto al futuro.

Come Miriam Martinelli, definita dalle cronache nazionali come la  Greta italiana, che abbiamo invitato a essere qui, oggi con noi, insieme alla delegazione barese e pugliese di Fridays for Future.

Miriam ha 17 anni e studia Agraria in un istituto della provincia di Milano.

È un’ambientalista convinta.

«Io non ho più scuse -ha dichiarato- se voglio cambiare il mondo devo cambiare io. Voglio laurearmi ed entrare in politica per fare qualcosa di utile».

Grazie a Greta, a Miriam e a tante ragazze e ragazzi come loro, stiamo assistendo ad un vero e proprio risveglio di coscienza collettiva.

Si è presa consapevolezza di un dato: la “salute del mondo” non può più riguardare solo chi scende in piazza a far sentire la propria voce o chi scrive leggi, riguarda tutti.

NonabbiamounPianetaB” per i nostri figli, per i loro figli e per chi verrà dopo di loro.

Il 2018 secondo la Nasa è stato il quarto anno più caldo mai registrato e gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi di sempre. È emersa una verità ineluttabile: la terra si sta riscaldando soprattutto a causa dell’immensa quantità di anidride carbonica -e altri gas serra- immessi ogni anno nell’atmosfera.

Il riscaldamento globale non riguarda il futuro ma il presente. Tutto quello che sta accadendo adesso: bombe d’acqua, trombe d’aria, temperature tropicali, escursioni termiche. Non solo altrove, ma anche qui a casa nostra, il disastro di luglio a Castellaneta Marina è solo uno dei tanti, grandinate con chicchi grandi quanto un’arancia hanno messo in ginocchio la nostra agricoltura.

Abbiamo riempito la Terra con 8 miliardi di tonnellate non biodegradabili, meno del 10% è riciclato. Il grosso dello scarto finisce in mare.

La salute del mondo dunque, dipende da ognuno di noi. E tutto comincia nelle nostre case e prima ancora nelle nostre teste e nelle buone pratiche: dalla raccolta differenziata ai detersivi meno inquinanti, alle scelte energetiche, alle abitudini alimentari.

Il tema ed il messaggio dell’edizione 2019 della Campionaria sarà dunque incentrato su cambiamento climatico e transizione energetica, lotta alla povertà e alle disuguaglianze, salute e sicurezza alimentare, educazione, formazione continua e sport, cooperazione internazionale, infrastrutture e mobilità sostenibile, dialogo interreligioso, protezione dell’ambiente e sviluppo economico. Avendo come guida indispensabile l’agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e i suoi 17 obiettivi sottoscritti quattro anni fa dai 193 paesi dell’ONU.

Continueremo a tenere a cuore l’economia tradizionale ma presteremo la massima attenzione al tema dell’innovazione tecnologica e del futuro del lavoro. Attraverso “Make Star Bari” apriremo le porte alle aziende, agli startupper, alle scuole e agli esperti di settore, che potranno diventare protagonisti di uno straordinario spettacolo tecnologico organizzato in collaborazione con le Camera di Commercio. Ringrazio la Camera di Roma ed il suo Presidente, Tagliavanti ed il direttore di Maker Faire Rome, Colella.

Saranno in prima linea i nuovi artigiani digitali e gli espositori presenti permetteranno ai visitatori della Campionaria di inventare e costruire strumenti elettronici, scoprire e provare tutti i segreti della stampa tridimensionale, esplorare mondi in realtà virtuale, cimentarsi in prima persona in molte attività che rappresentano il presente e il futuro dell’economia digitale.

Per nove giorni dunque, la Campionaria porrà al centro del suo programma tematiche di grande attualità, e una campagna di sensibilizzazione per divulgare il messaggio che una gestione responsabile del nostro Pianeta è possibile. E lo farà nel nostro quartiere ma anche nel resto della città con un Fuorisalone che proporrà mostre, eventi diffusi, live cooking, reading, laboratori dedicati ai più piccoli, workshop, incontri e dibattiti pubblici.

Dalla periferia al centro cittadino. Coinvolgendo i turisti, le comunità di cittadini, i centri di formazione e di ricerca, l’Università di Bari, il Politecnico, la Camera di Commercio. Quest’ultima da ieri ospita una installazione interattiva curata da artisti pugliesi che ci racconta della possibilità che possiamo dare al nostro Pianeta così maltrattato e provato. Vi invito a vederla e a condividere il messaggio che i nostri artisti hanno inteso lanciare.

Tutto questo a cinquant’anni dallo sbarco sulla Luna, che è stato il primo, vero passo nel futuro.

Un futuro di opportunità, di innovazione, di tecnologie che impattano quotidianamente sulla vita di tutti noi e non sempre nel modo migliore.

Dobbiamo cercare una strada. Puntare su giovani preparati e coinvolgenti come Greta, Miriam e Zainab Azim, una liceale canadese di 16 anni, con la passione per lo spazio, le neuroscienze e lo studio del cervello, che grazie a un biglietto acquistato come dono di compleanno dai suoi genitori, sarà la più giovane astronauta della storia. Anche lei ha accettato l’invito ad essere qui con noi perché pensiamo che condividere sogni, curiosità, voglia di scoperte e cambiamenti, sia linfa vitale per tutte e tutti. E noi, mentre la ringraziamo,  la invidiamo un po’ perché la sua impresa rappresenta per noi una speranza: guardare il Pianeta nella sua interezza, senza confini e divisioni.

Quello stesso pianeta che dobbiamo difendere per evitare che imploda per effetto dei cambiamenti climatici.

Durante la Campionaria daremo voce a tante altre personalità nazionali e internazionali che attraverso le loro azioni possano aiutarci ad affrontare le sfide di oggi e di domani per la salute del nostro pianeta.

A questo proposito vorrei ricordare una figura di grande prestigio, il prof. Giorgio Nebbia, scomparso di recente, un bolognese adottato dalla Puglia e da Bari in particolare (per la sua intensa attività universitaria), una voce tra le più autorevoli in materia di ambiente.

In una delle ultime missive ai suoi amici, il professor Nebbia ha citato una pubblicazione del 1972, “I limiti dello sviluppo“, ripubblicata lo scorso anno, in cui sin da allora gli studiosi facevano interagire vari fattori dai quali dipende la sorte della società nel suo insieme: l’aumento della popolazione, la disponibilità di cibo, le riserve e i consumi di materie prime, lo sviluppo industriale, l’inquinamento.

Dunque sin dal 1972 qualcuno lanciava gli attualissimi “alert”.

Nella lettera Nebbia avverte: “intorno all’anno 2030 ci troveremo probabilmente nella condizione di aver creato una irreversibile serie di reazioni a catena, al di là di ogni possibile controllo umano. Il che porterà verosimilmente alla fine della nostra civiltà così come la conosciamo”.

Ciascuno di noi può fare qualcosa, ciascun governo deve fare qualcosa, ciascuna impresa può fare qualcosa.

E colgo l’occasione per ringraziare chi già fa qualcosa, l’Associazione Albatros e Angela Pinto che con i suoi magnifici ragazzi sta ripulendo i fondali del nostro mare dalla plastica.

I ragazzi di Fridays hanno redatto la DICHIARAZIONE DI EMERGENZA CLIMATICA (DEC), è un atto a un tempo simbolico e fattuale. Noi siamo con loro e in questi nove giorni la Campionaria sarà un luogo di azioni e confronti continui, utili ad affrontare le grandi sfide di oggi e di domani.

L’industria della sostenibilità sta emergendo, espressione di una nuova capacità della classe imprenditoriale:  incorporare il limite ambientale come nuova leva del valore nell’epoca della riproducibilità tecnica dell’umano e del sociale, mirare sempre più alla “qualità del fatturato” non solo dal punto di vista “contabile/finanziario” ma come opportunità socialmente utili.

Le cosiddette economie etiche stanno uscendo sempre di più dalla nicchia e si stanno affermando come forme di partecipazione civile, sociale, sempre più centrate sull’autorealizzazione dell’individuo, nella dimensione collettiva dell’impegno.

E questo è un fenomeno che riguarda molto i territori, le piccole comunità, che provano a lavorare su beni e servizi primari in una rinnovata forma di welfare e che diventano modelli di innovazione green.

È quello che intendiamo fare in questa edizione della Campionaria. Concentrare e promuovere questi modelli.

“Più consumi, più hai il dovere di cambiare” ha affermato Greta.

E ci sono alcuni esempi virtuosi che vorrei citare.

La nuova linea di imbottigliamento dello stabilimento Peroni di Bari, nel 2018 ha abbassato le emissioni di CO2 dell’1,2% rispetto all’anno precedente, ed ha investito 13 milioni sulla linea del vuoto a rendere che genererà altri 25 posti di lavoro.

Ci sono certamente tante altre imprese in Puglia che nel proprio ambito hanno attuato scelte sostenibili e mi auguro che lo facciano tutte le 380mila aziende della nostre regione e soprattutto quelle le cui attività impattano di più sull’ambiente. Che facciano insomma tutto quanto è in loro potere per contenere emissioni e consumi.

A livello nazionale Granarolo sta studiando packaging alternativi per ridurre plastica e sprechi, quasi 4 tonnellate in meno in 3 anni. In un momento di crisi del settore del latte puntare alla qualità e all’ambiente è una scelta eticamente rilevante.

Dal 1° luglio scorso, in moltissimi centri commerciali, supermercati, grandi magazzini e discount le stoviglie in plastica sono affiancate da articoli alternativi, realizzati in materiali riciclabili e compostabili, l’obiettivo finale è arrivare entro un anno a eliminarla completamente dagli scaffali. Servirà, se non a eliminare del tutto, a diminuire di centinaia di migliaia di tonnellate la plastica che ogni anno viene riversata nel Mediterraneo e che sta trasformando le nostre spiagge in discariche.

Non mi pare banale rilevare che le primissime direttive che hanno messo al bando le buste di plastica sono arrivate dall’Unione Europea. Su questo tema l’Europa è stata un avamposto di innovazione per gli Stati membri; perché ben l’80% delle buste presenti sul pianeta si trova fra USA ed Europa e ci vogliono 1.000 anni per decomporne una.

Da allora, molti Paesi, in Europa come nel mondo, hanno elaborato politiche attive anche molto creative ed efficaci per favorire la trasformazione in senso green della società e delle imprese. Presidente Conte, Le cito solo alcune misure, molte delle quali sono gratuite o hanno costi molto bassi, che non guasta:

  • tasse sulle esternalità negative: fatto salvo il rispetto delle leggi sulle emissioni di CO2, si rende fiscalmente sconveniente inquinare, mentre si concedono detrazioni o deduzioni sostanziose alle aziende virtuose;
  • piani nazionali per la simbiosi industriale: gli scarti di una azienda (p. es. industria della pietra), diventano input per un’altra (penso all’industria farmaceutica); se un Paese coordina con un piano nazionale questi processi, il pubblico risparmia nello smaltimento rifiuti, il privato sul costo delle materie prime;
  • ecoincentivi per i cittadini virtuosi;
  • …. ed altro ancora.

E poi, Presidente Conte, il rafforzamento delle tratte ferroviarie. Qui mi permetta di far leva sull’uomo del Sud e sul pugliese e di esprimerLe, ancora una volta, la speranza di un potenziamento della ferrovia adriatica, che in alcune tratte ha ancora il binario unico, e dell’asse Bari-Napoli. La prima ci aggancerebbe alla Via della Seta e alle direttrici logistiche del nord Italia, la seconda aumenterebbe i traffici Tirreno-Adriatico. Ma soprattutto, ciò significherebbe circolazione più pulita delle merci e aumento dell’export.

Nel Mediterraneo ogni anno finiscono 570mila tonnellate di plastica.

8 milioni negli oceani;

1 milione gli uccelli marini uccisi dalla plastica nel mondo;

100mila i mammiferi marini.

I prodotti biodegradabili attualmente ricoprono solo il 3/4% del mercato. Quindi ci sono fette di mercato che si possono ampliare. Generando posti di lavoro in modo sostenibile.

La sostenibilità non riguarda solo i consumi energetici o idrici o l’ambiente in generale. La sostenibilità è un valore etico che deve riguardare anche le scelte politiche che possono togliere ad alcuni cittadini per dare ad altri.

Educhiamoci al rispetto dell’unità vera, con uguali doveri ma anche uguali diritti, da Nord a Sud.

Educhiamoci a un’idea realmente sostenibile di Paese, prima ancora che di Pianeta. Perché davvero non ci sono alternative. “Non abbiamo un pianeta B”…e “Non abbiamo un’Italia B

Grazie. Viva la Fiera del Levante.