Il Coordinatore Fanizzi evidenzia: “hanno dovuto sostituirsi alle mancanze ed alle incompetenze della nostra amministrazione”

Anche quest’anno i locali e negozi commerciali della zona Piazza V. Emanuele, Porto Rosso, Lido Bianco, Porta Vecchia e Via Procaccia sono stati presi d’assalto dai turisti e bagnanti che avevano bisogno dei “bagni pubblici”. Migliaia di persone alla ricerca di servizi di prima necessità, per questo motivo e non solo il Popolo della Famiglia è vicino ai commercianti monopolitani che per tutto il periodo estivo hanno dovuto sostituirsi alle mancanze ed alle incompetenze della nostra amministrazione.

In una nota, il Popolo della Famiglia di Monopoli si fa portavoce delle rimostranze dei commercianti, riguardo l’insufficienza di servizi igienici in città.

A tal proposito, interviene il Coordinatore cittadino del PdF Mirco Fanizzi che afferma: «abbiamo accolto le proteste silenziose di molti commercianti monopolitani che hanno dovuto per necessità trasformare le loro attività in bagni pubblici. I nostri amministratori – aggiunge – hanno perso il contatto con le persone e con la realtà; credo che molti turisti sono stati costretti ad urinare in mare perché mancano i servizi igienici. A quanto pare, ancora una volta, riscontriamo delle negligenze importanti in materia di sanità e igiene. Non che gli imprenditori locali si rendano indisponibili, ma i disagi che vengono provocati, a livello igienico sono tanti – commenta Fanizzi, proseguendo – In effetti, utilizzando i bagni delle attività locali, senza consumazione, oltre a ingorghi di file, ci si ritrova con delle immagini raccapriccianti a livello di sporcizia. Allora ci si chiede: perché non sono state previste postazioni dei servizi igienici? Tutto questo è scandaloso. Solo attraverso la civiltà si possono porre le basi per l’instaurarsi di una società in cui possiamo tutti vivere allegramente, questo è un concetto poco apprezzato dai nostri amministratori. Oltre ai bagni chimici che sono pochi, c’è bisogno di bagni pubblici, che devono essere realizzati una volta per tutte. Non si può più rimandare se vogliamo davvero essere una Città turistica – aggiunge, concludendo – L’amministrazione ha il dovere di intervenire. Chi risarcirà i commercianti per i disservizi ricevuti?».