Il Primario sarebbe stato uno dei pochi a non avvalersi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia

Mai e poi mai in nessuna circostanza, da quando dirigo Ginecologia e Ostetricia del San Giacomo di Monopoli (dal 1 luglio 2016), si sono verificati disservizi per fatti legati all’inchiesta in corso. Né tanto meno mai e in nessuna circostanza è venuta a mancare la rete di sicurezza costruita per le pazienti.

Si “difende” anche su Facebook il dirigente medico responsabile del Reparto di Ginecologia ed Ostetricia Sabino Santamato all’indomani della revoca degli arresti domiciliari a cui era stato sottoposto come altri dodici indagati raggiunti, il 18 luglio scorso, da un’ordinanza di applicazione di misure cautelari eseguita nei confronti di personale sanitario (medico, infermieristico, tecnico), amministrativo ed  ausiliario in servizio all’Ospedale “San Giacomo” di Monopoli, che si sarebbe reso responsabile di  numerosi fatti di truffa aggravata in danno della ASL Bari, di false attestazioni o certificazioni, di falsità ideologica in atto pubblico (art. 640 cpv. n. 1 c.p., art. 55 quinquies T.U. sul Pubblico Impiego, art. 483 c.p.) connessi all’ allontanamento arbitrario, in assenza di permessi o autorizzazioni, dal luogo di lavoro con omissione dell’ inserimento della scheda magnetica nell’ apparecchio marcatempo, con l’esecuzione di tali operazioni di registrazione, in entrata e/o in uscita, da parte di soggetti diversi dal dipendente interessato ovvero con la produzione successiva di false dichiarazioni sostitutive.

Il Primario sarebbe stato uno dei pochi a non avvalersi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia.

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