Portata a compimento l’opera riformatrice iniziata nel 1981

Gradi completamente diversi dalle altre forze armate.

Dalla mezzanotte della notte scorsa, anche i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Monopoli indossano i nuovi distintivi di qualifica che, ieri, sono stati presentati portando a compimento l’opera riformatrice iniziata nel 1981, che aveva rifondato la Polizia di Stato rendendola l’unica forza di Polizia ad ordinamento civile ad esprimere l’Autorità di Pubblica Sicurezza, perno centrale e sintesi del nostro sistema di sicurezza.

I nuovi distintivi, oltre ad evidenziare la peculiarità dell’Amministrazione (della Polizia di Stato) quale garante dell’ordine e della sicurezza pubblica, hanno permesso di introdurre, anche sulle uniformi, le quattro qualifiche previste dal riordino delle carriere del luglio del 2017, che in quanto nuove, necessitavano comunque di essere disegnate e prodotte.

L’elemento portante è rappresentato dall’aquila dorata, adottata nel 1919 sotto il governo Nitti quale emblema della Polizia di Stato. Ad essa sono affiancati i plinti, i rombi, i pentagoni e le formelle che caratterizzano le spalline a seconda del ruolo.

La forma diviene dunque sostanza. Attraverso i simboli viene rafforzata quell’identità propria della Polizia di Stato, che resiste nel tempo e che, per dirla con le parole del Capo della Polizia Gabrielli: “Si fonda sui valori costituzionali dell’onore e della disciplina, cui quotidianamente chi indossa la divisa deve orientare il proprio agire, sempre illuminato da quel sentimento di umanità che spinge ad intercettare le esigenze ed i bisogni delle persone”.