“I monopolitani pagano molto per un servizio inesistente senza neanche avere diritto a una spiegazione”

SERVIZIO RIFIUTI: CITTADINI COMMISSARIATI, VESSATI E TASSATI

Il movimento Manisporche torna sulla spinosa questione dei rifiuti a Monopoli, asserendo che: “I monopolitani pagano molto per un servizio inesistente senza neanche avere diritto a una spiegazione”.

Il 4 giugno ad un’emittente televisiva locale, e non in una corretta conferenza stampa – forse ritenuta rischiosa – il Comune di Monopoli ha annunciato che l’unica scelta possibile per cominciare a porre lentamente rimedio alla questione dei rifiuti è l’indizione di una gara ponte per espletare la raccolta nei prossimi mesi e l’avvio della procedura di ridefinizione del Piano d’Ambito dell’ARO BA/8 con una nuova gara per la gestione del servizio RSU nei quattro Comuni di Monopoli, Conversano, Mola di Bari e Polignano a Mare.

Scelta da noi già vivamente consigliata sin dalla conferenza stampa del 31 gennaio 2019. Altro che affidamento alla seconda classificata e congetture simili.

Allora chiariamo noi ai cittadini come stanno le cose, dato che l’Amministrazione Annese preferisce fare comunicazioni di tale portata nel chiuso di uno studio televisivo. E lo fa mandando in tv il nuovo Dirigente ing. Antonello Antonicelli, spacciando ancora una volta per tecnica una questione che invece, fin dall’inizio, nasconde pesantissime responsabilità politiche.

I cittadini di Monopoli sosterranno i costi di due nuove gare, quella “ponte”, necessaria a non sospendere il servizio, e quella definitiva, il “Piano d’Ambito”, che ci saremmo potuti risparmiare se avessimo fatto per bene le cose nel 2015 quando Monopoli era città capofila dell’ARO BA/8, e quindi libera di predisporre un proprio progetto e prendere le relative decisioni.

Invece, un atteggiamento irresponsabile ha prodotto un imbarazzante commissariamento con l’accettazione passiva del Piano d’Ambito e del suo capitolato d’appalto, nonostante Manisporche ne avesse segnalato le mancanze, gli errori e una determinazione dei costi totalmente sfavorevole per il Comune di Monopoli.

Pensare che, nel ricorso presentato sul bando di gara, un’Azienda aveva scritto di non avervi  partecipare per “eccessiva indeterminatezza delle caratteristiche del servizio da espletare”.

Ne è seguita, direttamente e immediatamente, una faticosa procedura di affidamento e gestione, e una complicata procedura di risoluzione del contratto, nonostante le inadempienze della Falzarano fossero clamorose, ormai sin dalla 13^ settimana di avvio del servizio cioè praticamente da subito. Si è così assistito impotenti al prolungamento di una lenta agonia, con conseguenze pesantissime per le tasche dei cittadini, che hanno continuato a pagare una pesante TARI, costantemente in aumento, per un servizio pessimo, mai avviato sull’intero territorio.

Questo perché, come giustamente sottolinea l’ing. Antonicelli “meno si differenzia, più si paga”.

A fronte di tale disastro, sempre dagli studi televisivi, qualche giorno fa il Sindaco di Monopoli ha ribadito di “essere in attesa delle determinazioni dell’AGER”, il maestro supplente di questa vicenda, nell’ennesimo tentativo di scaricare le proprie responsabilità sulla Regione Puglia.

Come se non bastasse, il sindaco Annese ha precisato che la direzione sembra quella di ridefinire il Piano d’Ambito “perché i Comuni di Mola di Bari e Conversano avevano segnalato, sin dal primo momento, importanti correttivi da apportarvi”. A Monopoli, invece no, a Monopoli tutto bene.

Oggi, a salvare l’imbarazzante situazione, sono arrivati l’ing. Grandaliano della Regione e l’ing. Antonicelli, finalmente autorizzato a prendere, per conto del Comune, scelte coraggiose e diverse dal disinteresse totale fino a oggi mostrato.

L’esito di questa vicenda è così riassumibile:

  • Un servizio RSU allo sbando, con l’ennesimo cambio di gestore nel pieno della stagione estiva (31 luglio);
  • Un elevato costo della TARI per un servizio pressocché inesistente;
  • Un ulteriore dispendio di denaro pubblico per l’indizione di nuove gare, di studi e consulenze relative alla procedura di rescissione e alla ridefinizione del Piano d’Ambito.

Evidentemente ancora troppo poco perché il Primo cittadino sieda in una conferenza stampa e, dicendo “abbiamo sbagliato” oppure “ha sbagliato Romani”, comunichi a tutti le nuove scelte.