«Il 26 Maggio si sceglie o la cultura di morte o la cultura della vita»

Candidato per il Popolo della Famiglia assieme a Katia Acquaviva, il monopolitano Mirco Fanizzi racconta il perché della sua candidatura, intervistato in esclusiva dalla nostra redazione di “The Monopoli Times” in vista delle imminenti Elezioni Europee 2019 del 26 maggio.

Cosa vi ha spinto ad entrare in politica e a farlo in prima persona con la candidatura alle Europee?
«Nell’immaginario collettivo chi fa politica dovrebbe farlo per mettere a disposizione la sua cultura e il suo tempo per risolvere e migliorare la situazione della collettività. Il problema nasce nel momento in cui, oggi nella generalità dei commenti, chi “fa politica” lo fa esclusivamente nel suo interesse personale. Due anni fa in un convegno ci sono state delle parole che mi hanno toccato profondamente, quelle di San Giovanni Paolo II: “La Politica è il valore più alto della Carità” , “la fede a Costo 0 è finita”.
In questo scenario politico assistiamo inerti alla promulgazione di leggi a favore della morte; L’eutanasia, la pillola abortiva del giorno dopo e dei 5 giorni dopo, farmaci ipotalamici che bloccano la pubertà nei bambini, legalizzazione delle prostituzione, legalizzazione delle droghe leggere, utero in affitto, pornografia, ludopatia, leggi contro la famiglia, l’incalzare impetuoso della denatalità, nessuna legge a tutela della Famiglia e dei suoi bisogni, leggi che vanno ad intaccare completamente il tessuto cristiano e collettivo, cosa ne sarà delle future generazioni? La fede a costo 0 è finita o capiamo o moriamo, oggi il cristiano è chiamato alla Resistenza, le guerre non si combattono più con i mitra ma sono guerre ideologiche che vanno affrontate con una militanza attiva e con tanta informazione».

Perché avete scelto di candidarvi per il Popolo della Famiglia?
«La competizione oggi non è più tra destra e sinistra, ma tra una visione antropologica che vede l’uomo come un oggetto di compravendita (utero in affitto, legalizzazione della prostituzione, eutanasia, aborto) e una visione che crede nella dignità dell’uomo dal momento del concepimento fino alla morte naturale. Il 26 Maggio si sceglie o la cultura di morte o la cultura della vita, se vuoi dare veramente una svolta non puoi continuare a votare “turandoti” il naso, devi dare un segno di cambiamento appunto un segno per fare la storia. Se sei credente posso dirti che adesso non è importante fare mille ragionamenti su quanto sia utile il tuo voto. Se avessero ragionato così i discepoli, mai avrebbero consegnato 5 pani e 2 pesci al Signore, perché matematicamente inutili, e senza di quelli il miracolo non ci sarebbe stato. Non è il momento di fare ragionamenti, ma affidarci a un progetto, che è più grande di noi, e credere che c’è solo un voto utile, quello utile alla propria coscienza, un progetto politico che si ispira totalemnte alla dottrina sociale della Chiesa Cattolica».

Quali sono i capi saldi del Programma del Popolo della Famiglia?

«Cultura della vita e della famiglia naturale, presidio dei principi essenziali e quindi non negoziabili così come enunciati da Papa Benedetto XVI nel discorso al Partito Popolare Europeo del 30 marzo 2006
Superamento del trattato di Dublino in materia di migrazione secondo le indicazioni di Papa Francesco sull’immigrazione sostenibile e sull’Europa che non può lasciare sola l’Italia
Lotta alla denatalità “peste bianca” d’Europa
No netto alle politiche eutanasiche e sul suicidio assistito
Investimento sulla donna madre da riconoscere come lavoratrice e sull’impresa familiare
Abbattimento della pressione fiscale sulla famiglia a partire dalle famiglie numerose con il quoziente familiare, reddito di maternità per dare un diritto in più alle donne e colpire la cultura dell’aborto
Difesa dell’ambiente e dei nostri Ulivi
Guerra a tutte le dipendenze (droga, alcool, pornografia, gioco d’azzardo, prostituzione con ovvia irricevibilità della proposta di chi vuole statalizzarla)
Fronteggiare l’espansione dell’ideologia gender
Democratizzare l’Europa con l’elezione diretta della Commissione e soprattutto affermare con Manfred Weber la centralità delle radici cristiane nella costruzione della nuova Europa dei popoli che abbiamo in mente secondo il progetto dei padri costituenti europei De Gasperi, Schumann, Adenauer».