Obbligo di irrorazione pesticidi, il Popolo della Famiglia di Monopoli diffida il Comune

“Annullare in sede di autotutela o revocare il provvedimento esecutivo avente ad oggetto azioni di contrasto alla diffusione della Xylella”

 


Il Popolo della Famiglia di Monopoli diffida il Comune.

“Le misure considerate idonee dall’amministrazione monopolitana disposte come misure di contrasto alla diffusione della Xylella F. – spiega il referente cittadino Mirco Fanizzi – non tiene in adeguata considerazione il pericolo per la salute pubblica dell’irrorazione con prodotti neurotossici altamente impattanti in zone densamente violando apertamente i principi di prevenzione e precauzione. Tali molecole se disperse nell’ambiente in quantità elevate, oltre a provocare effetti dannosi per la salute, agiscono anche contro insetti utili, quali impollinatori e predatori naturali. La compromissione del diritto alla salute (e a un ambiente salubre) dei cittadini può essere giustificata solo in presenza di serie e fondate minacce per l’incolumità generale non affrontabili con mezzi diversi e meno incidenti sui beni primari sopra indicati. Tale circostanza non ricorre nel caso di specie, in violazione del principio di precauzione fissato a livello europeo e richiamato dalla normativa in materia di prodotti fitosanitari e pesticidi nonché dell’art. 32 della Costituzione che tutela il diritto a godere di un ambiente di vita e lavoro salubre. Nel merito si osserva che le misure imposte sono controverse sia nella necessità di uso che nell’efficacia rispetto al contenimento dell’infezione.. Abbiamo ritenuto necessario con l’avv. Christian Padalino diffidare il Comune di Monopoli ad annullare in sede di autotutela o revocare con effetto immediato il provvedimento esecutivo avente ad oggetto azioni di contrasto alla diffusione della Xylella – e conclude – E’ arrivato il momento di fare chiarezza, si auspica che quanto è accaduto all’ulivo di Monopoli aiuti in futuro a fondare le decisioni politiche su solide evidenze scientifiche’ che fino ad oggi si sono consolidate su meri dati numerici forniti da associazioni di categoria, senza considerare le evidenze scientifiche (fatte proprie anche dall’unione europea) concernenti la neurotossicità per la salute umana e la nocività per l’ambiente dei fitofarmaci imposti dalla normativa vigente, ancora una volta i monitoraggi smentiscono le dichiarazioni della scienza”ufficiale”.

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