Sfilata dei sei simulacri settecenteschi in cartapesta di fattura leccese e della Madonna dell’Addolorata

È culminato con i riti del Venerdì Santo, ieri, il Triduo Pasquale per la commemorazione della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo, che ha il suo fulcro nella solenne Veglia pasquale e si conclude con i secondi vespri della Domenica di Pasqua.

Dopo la celebrazione liturgica “Nella Passione del Signore” presieduta dal Vescovo della Diocesi Conversano-Monopoli Mons. Giuseppe Favale nella Chiesa di San Francesco d’Assisi, la Processione dei Misteri e Via Crucis del Venerdì Santo si è snodata per le vie cittadine.

Il caratteristico suono della “trènele” (battola, crepitacolo, troccola o raganella), che rievoca il rumore del battere sui chiodi in ferro per inchiodare i piedi e le mani di Gesù Cristo alla croce in legno, rompe il religioso silenzio per la morte del Figlio di Dio; le tappe principali sono perciò rivissute attraverso la sfilata dei sei simulacri settecenteschi in cartapesta di fattura leccese, custoditi all’interno della I^ Cappella sinistra e della sacrestia della Chiesa di San Francesco d’Assisi: Crést all’orte (Gesù all’Orto), Crést a la Chelónne (Gesù alla Colonna), Crést a la Cannèdde (Gesù Flagellato – Ecce Homo), Crést che Chèdê (la Caduta di Gesù), Crést a Crosce (Gesù in Croce), Crést a Nèche (Gesù Deposto nel sepolcro), accompagnati dalla Sacra Effige della Madonna dell’Addolorata della Chiesa di Santa Maria del Suffragio, vestita di nero a lutto per la perdita dell’amato figlio e perciò rappresentata con un pugnale che le trafigge il cuore.

Questo slideshow richiede JavaScript.