In una nota inviata alla nostra redazione di “The Monopoli Times”, una volontaria dell’AIDO di Monopoli parla del rammarico nel poter incontrare, sempre con maggiori difficoltà, gli studenti delle scuole cittadine per via della sempre più massiccia quantità di progetti curriculari ed extracurriculari che vengono sottoposti loro.

L’anno scolastico giunge al termine.
Ancora pochissimo tempo e le scuole chiuderanno i battenti.
Pochissimo tempo per poter far giungere alle scuole il dispiacere per non aver potuto, neanche quest’anno, incontrare gli studenti di 3^ media e del 5^ superiore degli Istituti monopolitani.
Sono una volontaria “Aido – Associazione Italiana Donazione di Organi e Tessuti” presente da 24 anni a livello locale con la sezione “Carmelo Manisco”.
Fino a non tanti anni fa, tanto del nostro tempo di volontari era dedicato alle scuole per quella che riteniamo essere una giusta causa: rendere possibile la crescita della sensibilità comune verso i più deboli, verso coloro la cui vita dipende da un gesto di solidarietà da parte di un’altra persona.
Siamo consapevoli dei numerosi progetti ai quali oggi le scuole devono dedicarsi; ci dispiace molto però non poter più incontrare i ragazzi, coltura ideale per far attecchire valori di umanità altrimenti destinati a rimanere sempre meno rappresentati.
​È raro trovare qualcuno che non abbia mai sentito parlare di trapianto d’organi, ma, allo stesso tempo, è raro trovare qualcuno che sia veramente informato, qualcuno che sappia come funzionano. Ed è questo che vogliamo aver l’opportunità di continuare a fare con gli studenti nella scuole.
C’è tanto ancora da lavorare, poiché la nostra Italia, e soprattutto il nostro Sud, sono ben lungi dall’aver raggiunto un numero di donazioni tale da non aver più bisogno dei nostri sforzi per entrare a far parte di quelle nazioni dove il dovere civico e umano nei confronti del “Prossimo sofferente” è pienamente sentito.
È proprio la mancanza di un’informazione puntuale e corretta su questi temi a far sì che il numero di donazioni, e conseguentemente di trapianti, sia ancora così esiguo. E dietro l’insufficienza di questi numeri, c’è la sofferenza di migliaia di persone che hanno solo nel Trapianto una speranza di vita.
Continuiamo quindi a sperare, a non gettare la spugna, sicuri che nel prossimo anno scolastico la nostra richiesta alle Scuole di incontrare gli studenti di 3^ media e del 5^ superiore verrà senz’altro accolta.
Lo dobbiamo a quanti sperano in una nuova vita finalmente libera dall’angoscia della malattia.
Sento di dover ringraziare l’unica scuola che quest’anno ci ha permesso di incontrare i suoi studenti: la Scuola Media “Vincenza Sofo”.
Grazie alla Dirigente, ai Docenti ai quali rinnovo la mia stima per i loro sforzi nel comunicare agli studenti, oltre alle competenze prettamente scolastiche, anche i valori umani di cui si comincia, purtroppo, a sentire la mancanza. E grazie sopratutto ai Ragazzi delle sei Terze, tutti preparati e sensibili, che con la loro attenta partecipazione hanno rinnovato in me la consapevolezza dell’utilità di questi incontri.

Mara De Cosimo