Strutture sportive, Manisporche taccia l’Amministrazione Comunale di pesanti responsabilità

La nota diramata dal movimento politico

Attraverso la nota che vi riportiamo integralmente qui di seguito, il movimento Manisporche taccia l’Amministrazione Comunale di pesanti responsabilità in merito alla gestione delle strutture sportive cittadine.

Abbiamo già illustrato i motivi per cui la tendostruttura di Via Pesce è prevista in un punto sbagliato e illogico, e perché era lecito per le nostre prestigiose squadre di pallacanestro aspettarsi un luogo più capiente, che permettesse alle società di programmare gestioni sportive e incassi più significativi verso auspicati salti di categoria.

Inoltre il CONI e la FIP, nel concedere il via libera alla struttura per l’omologazione “Silver 1” (per evitare il paradosso di un palazzetto non idoneo per la B1) ha chiesto delle sostanziali modifiche alla progettazione (l’inserimento di due tribune telescopiche da 400 posti l’una anziché una da 800 e una serie di altri accorgimenti) che hanno fatto lievitare il costo dell’opera, tanto che il Comune dovrà eseguire con fondi propri un secondo stralcio, a completamento di quanto derivante dal PUE “Le Tre Grazie”, facendo di fatto cadere il principale cavallo di battaglia della maggioranza, ovvero “ce lo paga il privato”.

Distrazione probabilmente derivante dalla necessità di presentare il progetto prima della campagna elettorale dello scorso giugno.

Ancora più emblematico è il caso dello Stadio “Vito Simone Veneziani”.

La Società di calcio “S.S. Monopoli 1966” è intervenuta, nelle scorse ore, con un comunicato molto duro, con il quale lamenta lo scarso interesse del Comune di Monopoli verso l’adeguamento dei requisiti strutturali dello stadio, necessari per l’iscrizione della squadra al Campionato di Serie C.

Il nodo principale (ma non l’unico) è l’adeguamento dell’impianto di illuminazione, intervento molto costoso e da effettuare entro il 24 giugno. Il Comune di Monopoli ha consegnato una documentazione riguardante un fantasioso project financing, irrealizzabile in tempi così brevi e non chiaro dal punto amministrativo e tecnico che, ovviamente, la Lega Calcio ha rispedito al mittente.

E’ da febbraio 2017 che la Lega Calcio, al punto A8 del “Sistema delle Licenze Nazionali e norme programmatiche” richiede l’adeguamento ai gestori delle strutture, facendo intendere che con la stagione 2019/2020 le deroghe sarebbero finite.

Come città, ci siamo invece presentati alla Lega con un documento ridicolo e ritardatario, pensando di fare i furbi.

Siamo convinti della complessità di queste situazioni, ma la domanda è sempre la stessa: se l’attuale maggioranza mettesse, in questi argomenti, lo stesso interesse che investe in altre attività di natura più privatistica (il Piano Casa, l’Area Portuale), non sarebbero stati affrontati in maniera più efficace?

Chi si prenderà la responsabilità del lavoro di tante società, piccole e grandi, che investono tempo soldi e sudore per lo svolgimento di attività sportive?

Movimento Manisporche

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