È stato un pomeriggio intenso e ricco di emozioni quello che ha coinvolto un nutrito gruppo di ben 360 partecipanti del polo liceale, tra alunni, docenti e accompagnatori, i quali si sono recati a Bari il 18 dicembre scorso. Una festosa ma composta invasione di giovani melomani e amanti del bello che, grazie all’efficace mediazione e alla capacità organizzativa della prof.ssa Angela Di Bello, docente referente per gli spettacoli teatrali, ha potuto assistere, nella impagabile cornice del teatro Petruzzelli, alla prova generale de “La traviata” di Giuseppe Verdi.

      Un’occasione imperdibile per avvicinare i più giovani al mondo della musica classica e dell’arte più in generale: la drammatica storia d’amore di Violetta e Alfredo ha appassionato, commosso, avvinto un teatro gremito di giovani e giovanissimi, che non avevano contezza fino a quel momento di quale fosse l’intensità artistica ed emozionale delle opere verdiane.

      Si è trattato di uno spettacolo elegante, sontuoso e dalle ricercate scenografie, ispirate alle opere del pittore Giuseppe De Nittis, pugliese emigrato in Francia. Una nuova produzione della Fondazione lirica barese per la regia di Hugo de Ana, autore anche delle scene e dei costumi, ricchi ed eleganti, con la direzione del maestro Carlo Goldstein e le voci principali di Lana Kos, nel ruolo di Violetta Valéry, e Luciano Ganci, nel ruolo di Alfredo Germont.

        La scelta di ispirarsi a De Nittis per le scenografie è nata da una riflessione sul ruolo rivestito da Verdi e De Nittis, quasi contemporanei, nella valorizzazione dell’Italia nel mondo. Gorgheggi e virtuosismi musicali hanno inebriato e sedotto il giovane pubblico, calato in un mondo artistico e storico-letterario distante, rivelato in un linguaggio apparentemente ostico, che è stato comunque fruito e compreso grazie alla potenza comunicativa ed evocativa dell’arte, che annulla e rimuove barriere cronologiche e culturali e assimila le generazioni di ogni epoca nel comune senso del bello. Il noto brindisi iniziale e le arie più drammatiche, fino alla straziante morte della protagonista, avvinta dall’amore e dalla malattia, sono stati i momenti più toccanti; i balli ottocenteschi e i colori degli eleganti abiti hanno evocato i fasti dell’antico, pur nella modernità di passioni atemporali. Per una sera gli studenti e i loro accompagnatori, con gli occhi sollevati da monitor e schermi e sgranati verso un palcoscenico roboante e variopinto, hanno goduto dello spettacolo rasserenante della bellezza e dell’armonia, antidoto al caos della quotidianità, contraltare alla velocità e all’effimero e salvifico alveo contro le brutture che deturpano la nostra società.

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