I tre imputati sono stati difesi dagli avvocati Giuseppe Sardano di Monopoli, M. La Scala e Cioce

Nel 2010, venne avviata dalla Guardia di Finanza di Bari un’inchiesta riguardante un’azienda che operava nel settore di attività di movimento terra con sede in Trani.

Sentite sommarie informazioni dal titolare di quest’azienda, lo stesso denunciava di subire controlli da forze di Polizia e Carabinieri, aggiungendo che, in diverse occasioni, costoro avrebbero chiesto denaro, buoni di benzina ed altre utilità al fine di agevolare i mezzi ed evitare loro delle contravvenzioni.

Venivano pertanto messi sotto processo vari agenti di Polizia e Carabinieri, formando due filoni di inchiesta, uno dei quali portato avanti dal Tribunale di Trani per una decina di imputati tra poliziotti e carabinieri, tutti accusati a vario titolo di aver abusato della loro qualità di pubblico ufficiali, inducendo detto imprenditore a corrispondere denaro e buoni di benzina al fine di evitargli controlli ed elevare sanzioni varie.

Celebrato il processo nelle forme del rito abbreviato, solo tre imputati venivano ritenuti colpevoli dei reati loro ascritti e condannati alla pena da anni 1 ad anni 1 e 26. I tre imputati proponevano rituale appello avverso a detta sentenza ed il giorno 13 dicembre 1018 veniva celebrato il processo d’appello a loro carico dinanzi alla Corte d’Appello di Bari dal Presidente dott. D’Erciris e Giudice Relatore dott. Fanizzi.

A seguito di una complessa attività parziale del dibattimento veniva quindi emessa sentenza con la quale i tre appartenenti alle forze dell’ordine venivano completamente scagionati con assoluzione piena perché il fatto non sussiste. Inutile descrivere l’emozione di imputati e familiari che hanno assistito all’udienza dibattimentale allorquando veniva pronunciata la sentenza assolutoria nei loro confronti.

I detti imputati erano stati sospesi dall’attività e privati di buona parte dello stipendio con ripercussioni a carico dei familiari ed in particolare del figlio di uno degli imputati che pur avendo superato tutte le prove per entrare in Polizia veniva riformato per mancanza dei requisiti morali in capo alla propria famiglia di origine.

La motivazione è depositata nel termine di 90 giorni.

I tre imputati sono stati difesi dagli avvocati Giuseppe Sardano di Monopoli, M. La Scala e Cioce.

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