Papio: “Uniamoci nella custodia del San Giacomo”

“L’Ospedale S.Giacomo è una risorsa strategica fondamentale, un presidio prezioso a disposizione di Monopoli e dell’intero comprensorio del sudest barese. Nessuno può pensare di mettere cappelli politici o appuntarsi medaglie per la sua difesa”.

Con queste parole ha inizio una nota di Manisporche a firma del Consigliere Comunale Angelo Papio attraverso cui lancia un accorato appello: “Uniamoci nella custodia del San Giacomo”.

Premesso ciò, benissimo ha fatto il consigliere comunale Stefano Lacatena a unirsi al coro di tante associazioni e forze politiche, che da decenni continuano a manifestare grande preoccupazione per lo stato di abbandono, se non di vero e proprio smantellamento, cui sembra destinato il nosocomio cittadino.

La recente “posa della prima pietra” del nascente “Ospedale della Valle d’Itria” non ha nulla a che vedere con le esigenze di funzionamento dell’ospedale esistente, indispensabile a garantire un decente standard di servizi sanitari. In vista del nuovo presidio, è ancor più necessario conservare e rafforzare qualità e quantità del personale in organico nel San Giacomo, affinché l’erigendo Ospedale della Valle d’Itria non incorra nelle gravi problematiche di gestione di quello di Altamura.

Il Movimento Manisporche, che sul tema della sanità da anni affianca discretamente l’opera di realtà civiche di straordinario impegno, prima fra tutte la “Conferenza delle Associazioni per la Difesa dell’Ospedale di Monopoli”, plaude alla rinnovata attenzione da parte del consigliere Lacatena e invita a una maggiore mobilitazione le istituzioni locali perché, tutti insieme, si riesca a ottenere dalla Regione quell’ascolto e quell’attenzione fino a oggi ripetutamente negati.

Monopoli ha il dovere di rivendicare tale ascolto, per sé e per quei territori che, recentemente privati delle proprie strutture sanitarie storiche, sono ormai costretti a fare riferimento al presidio ospedaliero del S.Giacomo.

La prima e più urgente forma di mobilitazione dovrebbe condurre alla creazione di un Osservatorio politico-istituzionale partecipato, capace di monitorare le criticità esistenti e di premere con puntualità, insistenza e costanza, sulle strutture regionali di riferimento. Senza tale strumento di pressione democratica saremo destinati all’abbandono e le parole di chicchessia risulterebbero solo vuote e stonate, di fronte alla drammatica situazione della sanità pubblica regionale e locale.

Angelo Papio