L’uomo è stato assolto perché il fatto non sussiste

Assolto perché il fatto non sussiste.

Si conclude così, almeno per il momento, la vicenda giudiziaria che ha visto protagonista un ex funzionario di banca N.C.D. che, all’epoca dei fatti (parliamo dell’ottobre 2007), aveva 57 anni e lavorava a Monopoli allorquando veniva denunciato da due poliziotti allora in servizio presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Monopoli per minaccia a pubblico ufficiale, oltraggio ed ingiurie.

Il procedimento penale a suo carico tra rinvii e altro si era concluso con sentenza di condanna dello stesso alla pena di mesi 6 di reclusione, pagamento delle spese processuali e risarcimento delle rispettive parti civili dal giudice monocratico del Tribunale di Bari; sentenza a cui aveva proposto appello N.C.D., il quale a seguito di dibattimento tenutosi presso la Corte d’Appello di Bari è stato assolto dall’unico reato a lui ascritto, l’art. 336 cp, perché il fatto non sussiste con revoca delle statuizioni civili.

Nelle more di detto giudizio, l’uomo è stato anche assolto dal reato di calunnia a seguito di ulteriore denuncia presentata dagli stessi agenti del Commissariato di P.S. di Monopoli, avendo il signor. N.C.D. denunciato i militari ed essendo stati gli stessi assolti.

Il signor N.C.D. duramente provato da tali situazioni a suo parere del tutto ingiuste inviava dettagliato esposto oltre che al Presidente della Repubblica, al P.G. presso la Corte d’Appello di Bari, ai Ministeri di Grazia e Giustizia ed altre istituzioni.