Preso il latitante accusato di una rapina a mano armata a Monopoli

L’uomo deve espiare un residuo di pena di quattro mesi

Dovrà espiare un residuo di pena di quattro mesi per la rapina a mano armata commessa nel 2013 in una nota gioielleria del centro a Monopoli, per cui, assieme al suo complice di Latiano, fu accusato di rapina, porto di arma clandestina e sequestro di persona.

L’uomo, un mesagnese di 33 anni, era latitante dal febbraio 2017.

I Carabinieri della Stazione di Mesagne a seguito di attività investigativa l’hanno tratto in arresto su provvedimento emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bari.

 

I FATTI

Una volta nel locale, i due estrassero una pistola e dopo aver rinchiuso la titolare, tre clienti e due rappresentanti all’interno del bagno di servizio, fecero man bassa di monili in oro e gioielli, poi dileguandosi. Nel mentre i fuggitivi tentavano di far perdere le tracce i Carabinieri riuscirono a bloccarli e recuperare la pistola, calibro 7,65 con matricola abrasa con il colpo in canna, che era stata lanciata sotto un’auto in sosta. Nella circostanza venne anche recuperata la refurtiva composta da due rotoli di preziosi, per un valore di 7mila euro. I gioielli furono restituiti alla legittima proprietaria. Il Grassi dopo aver espiato gran parte della pena fu scarcerato. Successivamente l’Autorità Giudiziaria nel febbraio 2017 ha emesso nei suoi riguardi un ulteriore provvedimento per l’espiazione del residuo dei 4 mesi. A quel punto, si è dato alla latitanza e il provvedimento è rimasto inevaso. Pare che si fosse trasferito definitivamente all’estero; fatidico è stato il rientro a Mesagne per il ferragosto, dove ad attenderlo ha trovato i Carabinieri. Espletate le formalità di rito è stato associato nel carcere di Brindisi.

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