Al Polo Liceale il Simposio “Aliquando et insanire iucundum est”

Giovedì 24 maggio si è svolto, in un’aula del Polo Liceale “G. Galilei”, l’incontro conclusivo del progetto “Aliquando et insanire iucundum est”, realizzato dalla prof.ssa Maria Grazia Di Leo e dal prof. Francesco Perricelli. All’attività laboratoriale che si è svolta tra marzo e maggio hanno partecipato Giada Barnaba, Rosa Chillà, Ester Colucci, Marica Giannoccaro, Ylenia Sangirardi e Stefan Bulai, studenti della IIIC Linguistico.

Il progetto, prendendo spunto dallo studio del Simposio platonico, ha espresso, attraverso momenti sia di confronto dialettico che conviviali, un modo diverso di accostarsi alla filosofia non semplicemente da studiosi della sua storia bensì da protagonisti consapevoli di essere persone curiose, desiderose di sapere e di conoscere le esigenze e i bisogni interiori che si celano dietro l’invenzione di un mito o un ragionamento; consapevoli di un saper fare, quello dell’indagine filosofica, alla propria portata, pronto per essere colta e “fatta”; consapevoli, infine, che desiderare conoscere e alimentare questo desiderio rende uno studente “amante di Sophia”, cioè un filosofo.

Queste competenze non coincidono affatto con le aspettative contenute nel progetto, sicuramente più teoriche e didattiche. Si tratta invece dell’originale contributo offerto da studenti entusiasti che, sebbene supportati nello studio di Platone e nell’elaborazione di un proprio pensiero, hanno indicato sempre ai docenti la via dell’autonomia e della personalizzazione delle proprie rielaborazioni.

L’ultima fase del laboratorio è consistita nell’allestimento di un loro “Simposio”, il cui tema è stato quello della Differenza. I docenti, partecipando ad un momento conviviale durante il quale si è potuto gustare il contributo gastronomico di tutti, hanno assistito alla riformulazione originale del tema della differenza attualizzata ai nostri tempi. L’oggetto di riflessione è stato declinato sotto forma di differenze tra generi musicali, jazz e blues, come diversabilità e risorse a essa connesse, alle divergenze culturali tra nazioni diverse nel concepire e vivere la festività dei defunti, fino a tradursi in un ribaltamento di posizioni quando gli stessi insegnanti sono stati chiamati a prendere posizione, dopo la lettura di un breve racconto scritto per l’occasione, in merito ad una delle differenze esistenzialmente più difficili da cogliere: bene e male.

Oltre le competenze e le conoscenze acquisite è da sottolineare l’entusiasmo e il brio che hanno reso questo laboratorio un momento di crescita personale e professionale anche per i docenti. L’auspicio è che anche il prossimo anno, come è desiderio dei ragazzi che hanno partecipato, si possa realizzare un ulteriore percorso formativo.