FOTO – “Voltaire is in the air” in scena a Monopoli

L’ottimismo di Candido contro l’esercito del selfie a cura dei pazienti del CSM Area 5

“Voltaire is in the air” ovvero l’ottimismo di Candido contro l’esercito del selfie è lo spettacolo teatrale di Massimo Diciolla per la regia di Angelito Moschetti a cura dei pazienti del CSM Area 5 proposto dall’associazione “Il Pasto dell’Invisibile” che, ieri sera, è andato in scena nella Chiesa dei SS Pietro e Paolo.

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Uno spettro si aggira per l’Europa: François-Marie Arouet, per gli amici “Voltaire”! 

Da secoli, vaga alla ricerca del migliore dei mondi possibili e, finalmente, grazie anche alla sua nuova lanterna a led ultimo tipo rigorosamente IKEA, forse l’ha trovato: la nostra modernità, il trionfo di pace, amore e ricchezza! 

È in questa valle di ottimismo che incontrerà la versione 2.0 dei suoi vecchi amici del Settecento e farà qualche nuova conoscenza: l’ingenuo Candido, che si beve gli asini che volano come l’acqua della fontana, l’esimio Tuttoso, docente di fenomenologia delle opinioni da talk show all’Università della Cozzana, la badante e all’occorrenza amante, esperta di pulizie e molestie domestiche, Cunegonda, ovvero la Belen dei trulli e delle 

grotte, le sue due rivali in amore, le donne che tutti gli uomini vogliono e nessuno sposa, il superiore gerarchico, figura mitologica come l’unicorno e lo stipendio fisso, lo scafista Cacambo, lavoratore perennemente precario devoto a Santa Maria del Subsidio di Disocupation, una ragazzina annoiata devota invece a San Carlo, quello delle patatine fritte, il filosofo Martino, al cui confronto Leopardi era un simpaticone, la maestra sindaco del paese dei porcellini di bitcoin.

Sette capitoli (La torre d’avorio ha una finestra, La pausa passeggiata, Il gommone ha l’oro in bocca, L’hikikomori balla il Despacito, I tuffi dalla piattaforma Robespierre, La moglie è più amara della morte, La felicità è una zona industriale all’italiana), un prologo e un epilogo racconteranno lo strampalato viaggio di questa variegata, ma soprattutto avariata, compagnia tra le magnifiche sorti e progressive del nuovo millennio.

Raggiungeranno i nostri eroi quel luogo dove “gli uomini non siano uomini”? Godranno di quella porzione di felicità che dovrebbe spettare a ogni individuo? Troveranno aperto l’Auchan a ferragosto e, soprattutto, riusciranno a ricordarsi dove hanno parcheggiato?

Per fortuna, nell’aria, ci sarà ancora Voltaire a suggerire che, forse, oggi come al suo tempo e all’età della pietra, l’ottimo dei mondi è quello del cambiamento, la capacità di rinnovarsi, anche senza andare troppo lontano, perché, a volte, basta lanciare un’occhiata dalla finestra di casa per vedere la meraviglia!

Massimo Diciolla