Particolarmente significativi i ponti del 25 aprile e del 1° maggio

10.000 visitatori al Castello Carlo V di Monopoli hanno visitato la mostra dedicata al surrealista Joan Miró, promossa dal comune di Monopoli e organizzata dalla società Sistema Museo: “Joan Miró. Opere Grafiche 1948-1974”, un itinerario nell’affascinante creatività dell’artista catalano e sta incantando tutti, grandi e bambini.

Le presenze sono state particolarmente significative nei due ponti del 25 aprile e 1 maggio, in cui si sono stati registrati 3.308 visitatori. Molti i servizi richiesti fino ad oggi sia di visite guidate per gruppi di adulti che laboratori dedicati alle scolaresche, con decine di gruppi provenienti sia dalla Puglia che da fuori regione.

Per quanto riguarda le scuole, numerose sono state le richieste da parte della Scuola dell’Infanzia, con i piccolissimi visitatori affascinati dal colorato mondo di questo artista. Le attività rivolte alle scuole intendono far conoscere il linguaggio espressivo di Miró con percorsi differenziati per età: la teoria dei colori e le forme surreali di Miró per i più piccoli con “Trame e te” e “Dada Stampa”, mentre per gli studenti più grandi sono proposte visite tematiche. La mostra è visitabile fino al 15 luglio.

La prestigiosa esposizione di Monopoli è un’occasione unica per scoprire il meraviglioso mondo di Miró dal quale lasciarsi incantare. La mostra accompagna il visitatore alla scoperta dell’alternanza armoniosa di segni, di immagini vibranti di colori e di versi, per sorprendersi di inattese visioni e libertà espressiva.

Le quattro serie in mostra sono Parler Seul (1948-50), Ubu Roi (1966), Le Lézard aux Plumes d’Or (1971) e Les Pénalités de l’Enfer ou les Nouvelles-Hebrides (1974). Quattro capolavori realizzati tra il 1948 e il 1974 che raccontano il “sogno poetico” di Miró, quella sua capacità di oggettivare le immagini della fantasia e di esprimerle attraverso un linguaggio assolutamente personale. Sperimentatore di tecniche e materiali, Miró – come Chagall, Picasso, Braque – si rivolse alla litografia affascinato dalle sue molteplici potenzialità in termini di espressione artistica. Scriveva Miró: “Niente semplificazioni né astrazioni. In questo momento io non mi interesso che alla calligrafia di un albero o di un tetto”.

Miró dialogò con l’opera di alcuni dei principali esponenti del mondo letterario del Dopoguerra. La serie di litografie Parler Seul racconta l’omonimo poema scritto da Tristan Tzara durante la degenza nell’ospedale psichiatrico di Saint-Alban nel 1945. La serie Ubu Roi è composta da coloratissime e corpose litografie: Ubu è un personaggio grottesco le cui funzioni viscerali dominano su quelle intellettuali e rappresenta la caricatura di ogni abiezione umana.

Le Lézard aux Plumes d’Or (“La lucertola dalle piume d’oro”) rappresenta la fusione compiuta tra immagine e testo poetico, in una equilibrata coesistenza di grafismo e immagini.

Con il ciclo Les Pénalités de l’Enfer ou les Nouvelles-Hebrides Miró rende omaggio al poeta francese scomparso Robert Desnos, anch’egli esponente del surrealismo. Le opere lavorano su suggestive giustapposizioni di grafemi, forme e contrasti cromatici, in un particolare formato delle tavole.

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