La Polizia di Stato arresta tre cerignolesi

Stavano attenzionando una Ford Cmax e sono stati arrestati in flagranza di reato di tentato furto aggravato dagli agenti del locale Commissariato di Pubblica Sicurezza diretto dal Dirigente Vice Questore Aggiunto dott. Walter Lomagno tre cerignolani PELLEGRINO Domenico di anni 24, CHIECO Antonio Nicola di anni 21, CACCIAPAGLIA Raffaele di anni 23, la scorsa notte, in periferia a Monopoli.

Un arresto che così come quello dei due bitontini della scorsa settimana è frutto dell’intensificazione dei controlli sul territorio operata dagli uomini della Polizia di Stato.

Nel corso di un’attività tesa al contrasto dei furti di auto, la Volante del locale Commissariato ha intercettato una Golf di colore nero, con a bordo  i tre arrestati, che fuggivano poiché sorpresi da un passante, durante il tentativo di furto.

I poliziotti quindi hanno immediatamente eseguito la perquisizione sulla Golf rinvenendo, all’interno di un’intercapedine quattro centraline di autovetture, presumibilmente utilizzate per rubare le  auto, un nottolino di accensione per l’avviamento motore, una sacca in tessuto di colore grigio marca Hogan con all’interno un cacciavite della lunghezza complessiva di cm. 27, avente manico in plastica della lunghezza di cm. 11, un cacciavite marca Beta della lunghezza complessiva di cm. 21 della lunghezza di cm. 10,5, un cacciavite della lunghezza complessiva di cm. 17,5 con manico in plastica di colore nero della lunghezza di cm. 10, una chiave pieghevole a tubo per dadi esagonali della lunghezza complessiva di cm. 29, una chiave a pappagallo di colore grigio della lunghezza complessiva di cm. 32. Inoltre all’interno del vano portabagagli della Golf è stata rinvenuta una barretta in alluminio della lunghezza complessiva di cm. 71, con la prima parte di 10 cm. piegata e della larghezza di cm. 1,5, usata dagli arrestati per il tentativo di furto della Ford.

Tutto il materiale rinvenuto e l’autovettura sono stati sottoposti a sequestro penale e gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati condotti presso le proprie abitazione, in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’A.G. procedente.

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