IV simposio del “Luigi Russo”: il nichilismo e i giovani nell’epoca delle passioni tristi

Mercoledì 18 aprile presso l’Aula magna di via Procaccia dell’IISS “Luigi Russo” gli studenti del Liceo artistico e musicale di Monopoli hanno partecipato al IV dei Simposi di letteratura, arte e filosofia, organizzati dai professori Liuzzi, Romano e Di Chio. Dopo una prima riflessione letteraria sul tema della follia e una lettura filosofica delle “questioni dell’amore” partendo dal Simposio di Platone, dopo  aver attraversato il tema della follia nell’arte, il IV simposio ha voluto focalizzare l’attenzione sul nichilismo che caratterizza il mondo dei giovani. Il professor Giuseppe Giandomenico Liuzzi ha analizzato l’orizzonte senza futuro che caratterizza la società contemporanea, in cui il malessere dei giovani è un segnale forte della crisi della cultura moderna occidentale fondata sulla promessa del futuro come redenzione laica così come emerge nel libro “L’epoca delle passioni tristi” di Miguel Benasayag e Gerard Smith. L’analisi condotta dal professor Liuzzi non poteva che trovare nella definizione di Nietzsche di nichilismo, ovvero “mancanza di scopo, mancanza di risposte ai perché e di svalutazione dei valori supremi” il fulcro di una riflessione che si è arricchita di preziosi contributi della psicoanalisi e della pedagogia, oltre che della filosofia.

Numerosi gli spunti di riflessione offerti ai numerosi studenti presenti. Di fronte ad una troppo semplicistica critica del mondo dei giovani, privo di quei valori che appartenevano a tempi passati e che nostalgicamente fanno desiderare un dietrofront educativo e culturale in coloro che rimangono anziani dentro, Liuzzi ha evidenziato come i disagi, il malessere, le angosce, l’apatia e tutto quel bagaglio di problemi che il mondo dei giovani porta con sé non compare dal nulla, ma lo si costruisce nel tempo a partire dall’incompiutezza di quelle mappe cognitive ed emotive che si formano nei bambini nei primi anni di vita. Come è stato ben chiarito, non è un problema di valori che mancano, perché i valori sono un coefficiente sociale che una società si sceglie, ma piuttosto un problema di perdita di identità che è una conquista sociale e che necessita del ruolo attivo e responsabile dell’altro da sé. In tal senso fondamentale è il ruolo della famiglia e della scuola che costituiscono il contesto di riferimento prioritario nella costruzione dell’identità. Sebbene un presente sempre più imprevedibile delinei un orizzonte senza obiettivi da raggiungere e senza speranze, la conoscenza di quei cambiamenti sociali che hanno determinato la   crisi di un pensiero di matrice cristiana che aveva nel futuro la dimensione ottimistica e positiva della salvezza e del progresso, potrebbe servire a trovare le parole per esprimere le idee e per spiegare in cosa e come si manifesta il nichilismo tra i giovani.   L.T.