Il Popolo della Famiglia parla del suo Centro d’Aiuto per mamme in difficoltà “temporanea”

Nicola Francesco Quatela

Quatela: “Non mancano ovviamente aiuti tangibili come abbigliamento pre-maman, l’occorrente per il parto in ospedale, e così via”

In merito alla notizia dell’abbandono del neonato nella “Culla della vita” di recente realizzazione presso la Parrocchia SS Trinità in San Francesco Da Paola di Monopoli, intervengono alcuni esponenti del Popolo della Famiglia.

Questo atto è, pur nella sua tragicità e negatività, un atto di carità perché un piccolo essere umano è stato salvato, grazie alla madre che non ha abortito e che così permetterà al suo bimbo di continuare a vivere. Questa mamma ha riconosciuto istintivamente che la vita è sacra sin dal concepimento ed è nostro dovere tenerne sempre conto – dichiara Mirco Fanizzi, candidato capolista per il Popolo della Famiglia alla Camera proprio a Monopoli, aggiungendo – dovremo far sì che queste mamme non siano lasciate sole e costrette a questi gesti estremi; la vera politica serve proprio a questo mentre oggi le istituzioni fanno esattamente l’opposto; basti pensare al caso di Jessica Porras Guisado di cui la Corte di Giustizia Europea ha confermato tre giorni fa il licenziamento sebbene fosse in stato di gravidanza. Che futuro possiamo avere e dare con questa prospettiva?”.

Il Popolo della Famiglia ha delle soluzioni concrete e realmente attive da tempo sul territorio. Un esempio importante è la collaborazione a doppio filo in Puglia con Comitato Progetto Uomo, utile proprio ad evitare situazioni come queste ed a promuovere la cultura della vita e della famiglia attraverso iniziative rivolte principalmente alle nuove generazioni; nel nostro Centro giungono mamme in difficoltà ”temporanea” per la perdita del lavoro o per una situazione contingente, come può essere anche la nascita di un figlio non ”programmato”. Altre volte, invece, ci sono state presentate situazioni di disagio permanente dovuto o a un abbandono della madre e del figlio da parte del marito e più spesso da parte del convivente o alla precarietà continua di un lavoro non qualificato e poco redditizio o allo stato di inoccupazione permanente o alla detenzione del coniuge-padre. Insomma, attraverso lo sportello di ascolto siamo a contatto con un’umanità sofferente, non raramente incapace di autogestirsi e alcune volte ”abusata” per la sua semplicità. Con l’andare del tempo abbiamo compreso che, nelle situazioni più drammatiche, quel che conta è la vicinanza, la prossimità: sapere che ogni volta al Centro d’Aiuto è possibile trovare qualcuno con cui incontrarsi, cui confidare i propri accadimenti, un volto amico cui rivolgersi è di grande sostegno per le donne che si recano da noi. Non mancano ovviamente aiuti tangibili come abbigliamento pre-maman, l’occorrente per il parto in ospedale, e così via, ma si può dire che in molti casi siano secondari all’aspetto di vicinanza” commenta invece Nicola Francesco Quatela membro di Comitato Progetto Uomo per il Nord Barese e candidato per il Popolo della Famiglia nel collegio uninominale che comprende la sua Bisceglie.