Migranti, Franco Muolo ne prospetta un utile impiego


Gentile Direttore, il solleone dalle nostre parti sembra attenuarsi molto lentamente, le spiagge continuano ad essere affollate in prevalenza da vacanzieri e turisti stranieri, mentre nel nord Italia piogge e frane iniziano a fare disastri. Ogni anno ad agosto si presenta la identica situazione. I migranti del mare non hanno mai smesso il loro afflusso e si ritorna a discutere puntualmente in Tv dello stesso problema: accoglienza sì, accoglienza no. Ma, fra le accesissime discussioni di politici e amministratori, però, non é dato sentire una pur minima soluzione tecnica sul loro impiego. Sembra che l’unico discorso verta nel come fare per sbarazzarsene concedendo loro il lasciapassare verso i più ricchi Paesi del nord Europa. Nessuno o pochissimi non avvertono la possibilità di utilizzarli in loco fornendo loro un’attività che non sia soltanto quella di raccogliere angurie e pomodori, visto che qui nessuno vuol fare più. Sì, lo so, qui il lavoro in genere non c’è, manca anche per i residenti. Questo è il discorso prevalente. Eppure ci sarebbe un sistema per utilizzare utilmente questa stragrande manodopera che ci viene dal mare. È quello che in generale latita dalle nostre parti: la manutenzione ordinaria delle strade, del paesaggio e delle opere pubbliche che nessuno è in grado di affrontare seriamente.

I meno giovani ricorderanno che mezzo secolo fa, all’indomani del boom economico italiano, nel nostro sempre assolato meridione, mentre alcune grandi fabbriche cominciavano a fare la loro apparizione come enormi “cattedrali nel deserto”, Province e Comuni si davano da fare per utilizzare masse di disoccupati nei lavori di manutenzione di strade e edifici scolastici organizzando cantieri mobili ad hoc con squadre di lavoratori con a capo un tecnico che ne organizzava e sorvegliava la distribuzione sul territorio (io stesso, nella seconda metà degli anni Sessanta, ne dirigevo alcuni nell’agro per conto del comune di Monopoli). Dopo di chè Amministrazioni provinciali e comunali ebbero la sensibilità di dotare strade e scuole di personale fisso addetto a tali lavori. Perchè oggi non si fa la stessa cosa, anziché raccontar balle in Televisione?
Franco Muolo

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