SPRAR, per Manisporche occorre un tavolo tecnico

Papio: «servirà per affrontare in tempi rapidi la situazione»

Manisporche chiede la convocazione di un tavolo tecnico per discorrere della situazione SPRAR che, lasciata nelle mani della Prefettura, rischierebbe di provocare: «conseguenti “danni” sociali sulle spalle dei cittadini di singoli quartieri o contrade del nostro Comune» .

Nella nota (pervenuta alla nostra redazione) che vi riportiamo qui di seguito, il consigliere comunale Angelo Papio (Manisporche) intende perciò fare “un po’ di chiarezza” sulla paventata apertura di un Centro di Accoglienza Straordinario all’ex “Gemini 2” in contrada Sicarico.

 


PERCHE’ IL COMUNE DI MONOPOLI LASCIA NELLE MANI DELLA PREFETTURA QUANTO POTREBBE GESTIRE MOLTO MEGLIO DIRETTAMENTE?

Un po’ di chiarezza sulla questione del CAS di Sicarico, questione tirata per la giacchetta da molte parti in maniera caotica e disordinata.

Il CAS (Centro di Accoglienza Straordinario) a Sicarico, per ora, non ci sarà.

La Prefettura di Bari ha emanato, lo scorso 26 giugno, un bando per l’apertura di alcuni CAS in Provincia di Bari per affrontare la questione della distribuzione dei migranti, con scadenza per la partecipazione al 6 luglio. La struttura conosciuta a Monopoli come “Gemini 2” non possiede, ad horas, i requisiti essenziali richiesti nel bando: abitabilitàagibilità e immediata disponibilità, ed era improbabile riuscisse ad ottenerli entro la data di scadenza.

La sceneggiata del Sindaco, di dare mandato ispettivo al dirigente D’Onghia per sancirne la momentanea inutilizzabilità della struttura a tal fine, è degna del miglior teatrino, ma era inutile ai fini complessivi della situazione. Sarebbe stato meglio spiegare questo sin da subito ai cittadini di Sicarico, anziché agitare spettri per poi mostrarsi eroi.

Una cosa, però, il Sindaco non potrà fare all’infinito: negare alla struttura l’acquisizione di questi requisiti, una volta abbattuta (o sanata) la parte abusiva ed effettuati i lavori necessari. O impedire ad altre strutture di partecipare a un bando per i CAS, in presenza dei requisiti necessari.

Va chiarito anche questo passaggio, ai residenti di Sicarico e ai monopolitani tutti, perché la storia non va ad interruzioni: se non si comincia a fare scelte chiare sin da ora, questa amministrazione si sta prendendo la responsabilità di lasciare in carico alla città, e alla futura amministrazione, una questione complessa nel peggiore dei modi possibili: mettendo la testa sotto la sabbia.

COME SI E’ ARRIVATI FIN QUI

Da ormai diversi mesi il Ministero dell’Interno ha predisposto un Piano Operativo per la distribuzione dei migranti. Il Piano, predisposto in collaborazione con l’ANCI, prevede una equa ripartizione tra tutti i Comuni italiani. Già dallo scorso ottobre, e le riunioni sono state molte, l’ANCI ha indicato la quota di ripartizione per ogni Comune e li ha invitati ad attivare sul proprio territorio degli SPRAR (Sistema di protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), il cui sistema di accesso è stato nel frattempo fortemente semplificato. E a questi incontri era regolarmente invitato il Comune di Monopoli.

La motivazione è semplice: gli SPRAR sono sotto il diretto controllo dei Comuni, che per attivarli accedono a significativi finanziamenti; questi finanziamenti possono essere usati anche per pagare affitti a privati (non è quindi necessario disporre di beni di proprietà pubblica). I migranti devono essere adeguatamente distribuiti su tutto il territorio comunale (si evita, dunque, la concentrazione in singole porzioni di territorio) e tutto deve essere puntualmente rendicontato da parte dell’associazione/cooperativa che gestisce le attività. Infine, trattandosi di un’attività di seconda accoglienza, i migranti vengono seguiti attentamente per percorsi di lingua, formazione, integrazione ed orientamento al lavoro.

Il Ministero dell’Interno, con la direttiva ai prefetti dell’11 ottobre 2016, ha sancito la nascita della “clausola di salvaguardia”. Ciascun Comune deve occuparsi della propria quota di competenza attraverso SPRAR; in caso contrario la prefettura può aprire bandi per l’attiva-zione di CAS sui territori che non hanno soddisfatto la clausola, anche per cifre superiori rispetto ad essa. Non per accanimento, ma per risolvere un oggettivo problema di distribu-zione.

Nel bando della Prefettura, Monopoli è indicata tra i territori per i quali è possibile presentare offerte legate a strutture specifiche (CAS) perché non si è mai occupata della sua quota di competenza (SPRAR). Una pesantissima responsabilità politica.

A settembre si riaprirà la finestra per aderire agli SPRAR, con ulteriori semplificazioni ed incentivazioni. L’ANCI ed il Servizio Centrale per lo SPRAR, oltre a redigere specifici manuali tecnici, sono a piena disposizione per incontri specifici con i Comuni. Perché, se ciascun Comune fa la sua parte, il sistema di accoglienza è più umano, coordinato, gestibile e sotto il controllo del Comune e non delle Prefetture.

Ben consci che la clausola di salvaguardia prevista per il Comune di Monopoli è relativamente alta (ma proporzionale alla popolazione), riteniamo che sia indispensabile affrontare la questione in maniera costruttiva ed efficace, studiando la situazione territoriale per emanare un bando SPRAR puntuale ed efficace.

A tal scopo, precisiamo che i Comuni di Cassano delle Murge (14.000 abitanti) e Sannicandro (10.000 abitanti) usufruiscono della clausola di salvaguardia accogliendo 50 migranti in SPRAR. Monopoli deve, progressivamente, fare di più e dimostrarsi la città moderna e accogliente che racconta di essere.

A tal fine chiediamo al Sindaco del Comune di Monopoli, Emilio Romani, e all’Assessore ai Servizi Sociali, Rosanna Perricci, di convocare un tavolo tecnico per affrontare in tempi rapidi la situazione SPRAR. In caso contrario, il territorio di Monopoli affiderà inevitabilmente le sue politiche di accoglienza alla prefettura, lasciando i conseguenti “danni” sociali sulle spalle dei cittadini di singoli quartieri o contrade del nostro Comune.

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Redazione The Monopoli Times

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