In una lettera agli adulti sui giovani, il Dirigente Scolastico degli Istituti Tecnici “Vito Sante Longo” di Monopoli, prof. Pietro Netti, interviene in merito alla vicenda che vede coinvolti due minorenni nella morte del 77enne monopolitano Giuseppe Dibello (tragicamente deceduto il 2 maggio scorso dopo essere stato spinto dalla scogliera di Cala Verdegiglio) evidenziando quanto la stragrande maggioranza di adolescenti e giovani, nonostante i cattivi esempi che la società offre loro o magari le situazioni familiari che hanno alle spalle, siano responsabili nella propria condotta di vita.

L’EPISTOLA

Carissimi,
dopo il recente tragico fatto di cronaca che ha visto protagonisti due giovanissimi appartenenti alla nostra comunità monopolitana, si è riacceso il dibattito sull’emergenza educativa in atto da diverso tempo nel nostro Paese. Si è tornati ad additare i ragazzi, soprattutto quelli in età scolare, etichettandoli quali portatori di valori negativi, tendenti alla nullafacenza, dediti al gioco, al tabagismo, o, peggio, al consumo di sostanze stupefacenti. Qualcuno è anche arrivato a sostenere che la colpa di tutto ciò sia da individuare nella scuola, che non svolgerebbe più il suo ruolo di agenzia educativa. Il mio intervento, dai toni pacati ma fermi, vuole dimostrare che entrambe le affermazioni appena riportate non corrispondono affatto a verità. Dal mio osservatorio privilegiato di operatore scolastico posso affermare che i nostri ragazzi sono di gran lunga migliori di quanto comunemente si creda, nonostante tutti i messaggi fuorvianti che noi adulti diamo loro anche e soprattutto attraverso i nostri cattivi esempi. In una società in cui l’apparire e l’avere sembrano più importanti dell’essere, in cui tutti vogliono tutto e subito, in cui lo Stato -che dovrebbe provvedere al bene dei suoi Cittadini- favorisce il gioco d’azzardo e la vendita delle sigarette per fare cassa, senza attuare delle reali politiche educative e sociali rivolte ai giovani ma anche agli adulti (numerosi sono i casi di intere famiglie ridotte sul lastrico a causa delle ludopatie), i nostri ragazzi riescono ad essere migliori di noi: studiano, sono responsabili, corretti e onesti. Molti di loro, pur avendo alle spalle situazioni di disagio familiare, eccellono nell’impegno e nello studio e dimostrano il loro valore quotidianamente, oltre che nelle diverse competizioni regionali e nazionali alle quali la scuola partecipa. Penso di parlare a nome di tutti gli operatori scolastici di tutti gli istituti monopolitani gridando a gran voce che la scuola non è mai venuta né mai verrà meno al suo compito di educare, ovvero formare attraverso l’istruzione, nonostante le oggettive ristrettezze economiche, nonostante le sempre crescenti difficoltà causate anche dai continui cambiamenti e dalle continue riforme che periodicamente si abbattono su di essa. Gli operatori scolastici (docenti, personale ATA e dirigenti scolastici), nonostante lo scarso riconoscimento sociale ed economico che viene tributato loro, si spendono quotidianamente per fornire ai propri studenti quante più opportunità formative. Certo nessuno è perfetto: in tutte le organizzazioni ci sono lavoratori più o meno motivati e professionisti più o meno preparati. Ma la scuola non può fare tutto da sola: sarebbe assurdo pretendere da essa di sopperire in poche ore al giorno alle carenze causate purtroppo spesso dall’assenza delle famiglie, delle associazioni e degli enti locali! Occorre fare rete, una rete in cui tutti convergano verso l’obiettivo principale che deve essere il benessere dei bambini e dei ragazzi che rappresentano il futuro della nostra società. I ragazzi sono il nostro bene più prezioso: non lasciamo che si perdano per strada. Diciamo loro tutti insieme e con forza e convinzione che studiare è importante, che la scuola può aprire le porte del loro futuro! Ai ragazzi (in primis ai miei studenti) dico che un mondo migliore sarà possibile soltanto grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità. Non abbiate paura di fare scelte audaci, diventate protagonisti del vostro futuro e studiate! Anche se la vita dovesse portarvi ad accantonare quanto appreso negli anni della scuola per la vostra futura professione, la voglia, la determinazione e l’impegno che avrete messo nel vostro percorso di studi saranno una preziosa abitudine che resterà per sempre con voi. Non abbiate paura, ma vivete la vostra vita con passione, abbracciate i vostri sogni e seguiteli, nella consapevolezza, però, che nessuno vi regalerà nulla. Non chiudetevi in voi stessi e nelle chat virtuali, coltivate le amicizie, incontrate la gente. Crescerete tanto più quanto più numerosi saranno gli incontri reali con la gente, quante più saranno le persone a cui stringerete la mano. Coltivate gli interessi della pace, della giustizia, della solidarietà, della salvaguardia dell’ambiente, perché da queste semplici cose dipende il destino della nostra società e del mondo che verrà. Fate sport, perché lo sport è disciplina del corpo e della mente ed allontana dalle dipendenze in quanto ci insegna a rispettare il nostro corpo. Il mondo ha bisogno di voi! Il mio personale augurio, allora, è che tutti voi possiate sempre scegliere ed avere il meglio per il vostro futuro. Con affetto.

F.to IL DIRIGENTE SCOLASTICO Prof. Pietro NETTI

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