FOTO – La sacra icona della Madonna della Madia “scesa” per una ricognizione

In occasione del IX Centenario dalla sua venuta, sarà esposta presumibilmente tra luglio e dicembre

Con il consenso del Vescovo, S.E. Mons. Giuseppe Favale, e autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Artistici, è stata effettuata una ricognizione straordinaria della sacra icona della Madonna della Madia di Monopoli.
I lavori per rimuovere e scendere l’icona per la ricognizione si sono svolti martedì 18 aprile 2017, a partire dalle ore 14.00 e conclusisi alle ore 18.40 con la sua ricollocazione. È stata montata un’impalcatura per raggiungere la nicchia del Santuario che custodisce il prezioso dipinto. Sono state prima rimosse le lampade a led e poi la cornice in argento. Dopo si è proceduto a tirar fuori l’icona e a farla scendere per poggiarla su un tavolo.
La ricognizione è stata seguita dall’Ispettore di Zona della Soprintendenza, Antonella Di Marzo, dal restauratore Maurizio Lorenzoni, dall’Amministratore Parrocchiale della Basilica Concattedrale, don Stefano Mazzarisi, dal Consulente dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi Conversano-Monopoli, don Vito Castiglione Minischetti, e dal Vicario Zonale, don Oronzo Negletto.
L’uscita e la ricollocazione del dipinto sono stati curati da Luca Ruggiero, già Presidente dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, dal falegname Angelo Lamanna, dalla restauratrice Maria Marchitelli e, particolarmente, con la collaborazione di Tonino Martiradonna, Fabrizio Piccinni e Flavio De Pasquale.
La ricognizione e la “discesa” della Madonna della Madia è stata fatta alla presenza di molti dei sacerdoti nativi e presenti nella Zona Pastorale di Monopoli, nonché del Presidente del Comitato Festa Patronale, Flavio Petrosillo, e del Presidente dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, Giovanni Tropiano. La documentazione fotografica sullo stato dell’opera è stata realizzata dal fotografo Mimmo Guglielmi (sono sue le foto allegate), mentre la testimonianza video è stata curata dal giornalista Martino Cazzorla, specializzato in storia dell’arte.
La ricognizione ha rilevato che la sacra icona, tempera su tavola, con tela interposta, con dimensioni cm 102 x 66,5, non ha subito particolari variazioni nel suo stato di conservazione rispetto alla verifica effettuata nel 2006 e ai restauri del 1980, allora curati dal restauratore Cesare Franco e che costarono circa 6 milioni di lire. Già
i restauri del 1980 evidenziarono i ritocchi del dipinto fatti nel 1678, ad opera del pittore Vitantonio Mariani, e nel 1688, per mano di Alessandro Barberito e Paolo Ostuni, dopo i danni causati dalla caduta del campanile.
Ad eccezione di qualche foro di tarlo, sanato negli interventi precedenti, la cromia si è mantenuta intatta, senza cedimenti di colore. Perfetta anche l’adesione della tela sulle tavole e la tenuta delle tavole stesse, nonché l’incastro nella cornice entro cui è posta l’icona. Buono lo stato di salute anche del retro su cui sono state notate efflorescenze resinose in uscita dai nodi del legno. L’icona sarà esposta, in occasione dell’Anno Mariano per i Novecento Anni dall’approdo, presumibilmente tra luglio e dicembre.

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Redazione The Monopoli Times

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