Un’antica tradizione che affonda le radici nel passato più remoto

La maggiore consapevolezza maturata dalla popolazione circa l’importanza di preservare e tramandare alle nuove generazioni le nostre tradizioni ha fatto si che, ieri sera, fosse ancora più sentita l’antica tradizione dei falò di San Giuseppe.

Come non mai, la gente si è accalcata intorno al falò di via Perrini per assisterne all’accensione ed alla benedizione di don Mauro Sabino, impartita – per la prima volta in assoluto – in occasione dei festeggiamenti in onore di San Giuseppe, al termine della santa messa celebrata all’interno della Chiesa di San Leonardo, dove la sacra effigie del falegname Giuseppe di Nazareth (sposo di Maria e padre putativo di Gesù) è venerata.

Quest’anno, oltre ai falò della Parrocchia SS Trinità in San Francesco da Paola e della Parrocchia del Sacro Cuore di Monopoli, tredici sono stati i falò accesi nel centro storico di Monopoli dove, in concomitanza, si organizzava la III^ edizione de “La Notte dei Falò” con musica ed animazione: in Largo Plebiscito (Impronte di Puglia & Amaranta), Largo Sant’Angelo (Giochi intorno al falò, musica popolare e animazione per bambini), Vico Alba (Original Dixie Street Band), Piazza Garibaldi (Madia De Rosa – Il trio “La bianchina” e Mavì),  Piazza Palmieri (Gruppo Unitalsi e spettacolo teatrale de “I Commedianti”),  Chiasso Carmelano (Unplugged session by Claudia Lotesoriere), Largo Castello (Stereo Tapes), Piazzetta Santa Maria (Accompagnamento del Gruppo Maselli), Largo San Vito (Musica popolare), Largo Tormento (Musicale popolare con Alessio Colavitto), Largo Portavecchia (Trio Arcobaleno, animazione per bambini, palloncini e caramelle), Largo Vescovado (Animazione) e Via Perrini (Falò votivo).

IL FUOCO DEL FALÒ

Il fuoco, simbolo di purificazione e consacrazione, rappresenta lo Spirito Santo.

Nel corso dei secoli ha avuto innumerevoli funzioni: da quella di debellare la peste bubbonica a Castellana Grotte sotto forma di fanova a quella di segnare il passaggio dall’inverno alla primavera come il classico falò di San Giuseppe della tradizione monopolitana e, ad esempio, quella di indicare che manca soltanto una settimana alla Santa Pasqua oppure che l’inverno sia andato via o che il tempo stia passando o ancora che bisogni osservare l’astinenza dalla carni durante la Quaresima con i simboli delle sette penne, dell’arancia, del fuso o dell’aringa delle quarantane di Ruvo di Puglia da bruciare la domenica di Pasqua.

ATTORNO AL FALÒ

Come una volta, ancor oggi, ci si ritrova attorno ad un falò per riscoprire i profumi di un tempo e riassaporare i sapori del passato: la tradizione culinaria, a Monopoli, vuole che, a San Giuseppe, si mangino i ceci tostati o si assaporino le famose zeppole.

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