Annunciate in conferenza stampa le azioni che il gruppo PD-misto intende mettere in campo

Una presenza così massiccia di aree blu è considerata una tassa ‹ingiusta› propinata dall’attuale Amministrazione Comunale, piuttosto che una soluzione (così come invece presentata dall’Assessore allo Sviluppo Economico Giuseppe Campanelli per motivare le ragioni per cui fosse stato assunto il provvedimento) per cercare di snellire il traffico e dare una risposta all’annosa problematica relativa alla carenza dei parcheggi in città, dal gruppo consiliare di opposizione PD-Misto (Barletta, Comes, Indiveri, Pennetti e Suma) che, ieri sera, si è pronunciato sull’argomento nel corso di una conferenza stampa indetta presso il Bar Capriccio per fare il punto della situazione ed annunciare le azioni che intende mettere in campo.

Fermamente convinti che non ci sia un’adeguata compensazione tra gli spazi di libera sosta e quelli a pagamento e, per questo, proprio in virtù dell’art. 7 comma 8 del D.lgs 285/92 (¹) e di una sentenza della Corte di Cassazione n.116 del 9 gennaio 2007 (con cui si dava ragione ad un cittadino di Quartu Sant’Elena che aveva impugnato alcune sanzioni amministrative prese in aree di sosta a pagamento), i consiglieri d’opposizione intendono ad andare a fondo della faccenda e, se ci fossero gli estremi, anche intraprendere un’azione legale. Ma non sono soli: il gruppo consiliare PD-misto si avvale anche del sostegno e della collaborazione di Dino Speciale del Movimento Cristiano Lavoratori (assente per motivi lavorativi) e, anche di diversi cittadini e commercianti (alcuni dei quali presenti in conferenza stampa); così come nel 2014 (prima che il Consiglio Comunale nella seduta del 29 maggio 2014 si pronunciasse sull’esternalizzazione del servizio), anche con i grillini fu costituito un comitato per raccogliere delle firme per evitare che fossero istituite aree blu: «la colpa che dobbiamo riconoscerci – ha affermato in proposito Barletta – è quella di aver pensato che la cosa si fosse arenata». 

 

PERCHÉ CONTRARI ALLE AREE BLU

Stando ai rumors, la minoranza avrebbe peccato di essere rimasta alla finestra; a questa sollecitazione, i consiglieri comunali Barletta, Comes, Indiveri, Pennetti e Suma rispondono che: «l’opposizione ha fatto quello che gli è concesso di fare». Per questo motivo, pare che sia stata infatti necessaria una richiesta agli atti ufficiale per raccogliere la documentazione che sostengono stiano visionando accuratamente da tempo.

Sotto accusa finisce la “visione” di città dell’Amministrazione Romani che, con le nuove aree blu, al contrario di quanto elaborato dal vecchio Comandante di Polizia Locale Magg. Palumbo con l’istituzione di diverse aree utilizzando il criterio di fornire servizi per lo stadio ed il mercato, farebbe arrivare in centro le auto nonostante abbia inaugurato i park & ride, che invece avrebbero la funzione di decongestionare il traffico e portarlo in periferia: «noi saremmo per la pedonalizzazione del centro» ha dichiarato il Capogruppo PD Michele Suma.

Perciò, l’opposizione è convinta che quello dell’istituzione di nuove aree a pagamento sia soltanto un provvedimento che serva solo a far cassa (al Comune sostengono che andrebbe il 40% degli introiti) e che abbia contribuito a ridurre il numero di parcheggi (in alcune vie, gli stalli di sosta a pettine sono stati sostituiti con stalli di sosta longitudinali). Inoltre, il gruppo consiliare PD-misto si interroga se sia stato fatto uno studio di fattibilità dei parcheggi (tenendo conto ad esempio dei dehorse e degli scivoli per disabili) nonostante la città non possieda un piano del traffico e della mobilità urbana per studiare i flussi in entrata e in uscita, sul perchè il servizio sia stato affidato con un bando informale anzichè con una gara d’appalto con avviso pubblico e su quali siano i criteri di assegnazione dei primi tre (dei sei) ausiliari.

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(¹) L’art. 7 comma 8 del D.lgs 285/928 recita così: «Qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f) , su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Tale obbligo non sussiste per le zone definite a norma dell’art. 3 “area pedonale” e “zona a traffico limitato”, nonché per quelle definite “A” dall’art. 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico».

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