A Tanya Menna del Liceo Artistico “Luigi Russo” va il primo premio del Worldpressphoto

Scrittura e fotografia, due mondi apparentemente distanti disse Andy Warhol, ma che trovano il loro punto di incontro nei reportage fotogiornalistici, foto che hanno raccontato la storia degli ultimi centocinquanta anni. Il World Press Photo è un concorso di fotogiornalismo che premia gli scatti più significativi, quelli che meglio rappresentano lo spaccato della nostra epoca. Un concorso che diventa una specie di enciclopedia delle immagini, un enorme Instagram non virtuale. Negli anni, i più grandi nomi del giornalismo fotografico son stati insigniti di questo prestigiosissimo riconoscimento, foto reporter che hanno raccontato in immagini il delirio del Vietnam, il dramma della fame in Africa, gli scompensi ecologici tra sviluppo e difesa dell’ambiente, sino alle ultime migrazioni di massa.
Negli ultimi anni la città di Bari ha ospitato la mostra internazionale Word Press Photo e ha promosso nell’ambito delle iniziative rivolte alle Scuole Secondarie un concorso dedicato al tema della sanità e della salute pubblica per i fotoreporter del futuro.
Il primo premio del concorso World Press Photo di Bari, promosso dal gruppo GVM Care & Research, sponsor unico di World Press Photo Bari, insieme a Cime , Ordine Dei Giornalisti Della Puglia – Bari e il Comune di Bari, è stato assegnato ad un’alunna del Liceo artistico – IISS “Luigi Russo” di Monopoli. Tanya Menna della V C dell’indirizzo “Arti figurative” si è, infatti, aggiudicata il premio destinato alla categoria Scuole secondarie di primo e secondo grado della provincia di Bari con uno scatto riguardante la “salute pubblica”, che evidenzia il tentativo di superare la dicotomia tra la salute e il vizio, in cui le cicche spente possono esser viste come l’inizio, ma anche la fine dello stesso vizio, una circolarità “girotondante” che trova nella forma rotonda del posacenere la sua identità.
Alla vincitrice, oltre ad una macchina fotografica reflex, sarà data l’opportunità di seguire un corso di fotogiornalismo tenuto dal fotogiornalista iraniano, già premio Pulitzer, Manoocher Deghati, celebre per i suoi reportage dalle zone di guerra.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.