Illegittima segnalazione in centrale rischi di Banca d’Italia

Come si sa, le banche spesso approfittano della situazione di difficoltà economica dei propri clienti, segnalandoli immediatamente in centrale rischi di Banca d’Italia appena si presenta la loro prima difficoltà finanziaria.
Una segnalazione intempestiva presso la centrale rischi di Banca d’Italia è di per sè in grado di procurare un gravissimo nocumento ad un cliente della banca, specie se imprenditore, a causa degli inevitabili contraccolpi sul piano della sua reputazione ed affidabilità che generalmente ne derivano nel circuito del credito.
Con sentenza n. 36/2017 depositata in data 11.1.2017, il Tribunale Civile di Bari, nella persona del giudice monocratico dott. Rana, ha accolto una opposizione a decreto ingiuntivo proposta da un imprenditore monopolitano difeso dallo Studio Legale dell’avv. Giuseppe Angiuli, che si era visto destinatario, con modalità tempistiche repentine, della revoca del “fido” e della contestuale segnalazione del suo nominativo presso la centrale rischi di Banca d’Italia, in posizione di sofferenza.
Questa segnalazione alla banca dati di Banca d’Italia aveva creato seri danni all’immagine, all’onorabilità ed alla reputazione dello stimato imprenditore locale.
Il Tribunale di Bari, con la sentenza in rassegna, ha dunque censurato quella diffusa prassi degli istituti bancari di segnalare immediatamente alla centrale informativa di Banca d’Italia i nominativi di quei clienti che non riescono a
coprire in tempi rapidi una loro esposizione debitoria derivante da scoperto di conto corrente.
Secondo il giudice barese, prima di segnalare il nominativo di un cliente a sofferenza, una banca è sempre tenuta ad effettuare una preventiva verifica sull’intera esposizione debitoria del cliente, inclusa l’emissione di decreti ingiuntivi contro il medesimo ed è inoltre obbligata ad accertare l’effettiva consistenza patrimoniale del cliente in relazione all’ammontare del debito, la circostanza se si tratti di debitore monoaffidato o pluriaffidato, l’eventuale esistenza di iniziative giudiziarie da parte di terzi creditori, oltre alla capacità reddituale del cliente.
Al termine del giudizio in questione, il cliente della Deutsche Bank, col sostegno di ADUSBEF ed assistito dall’avv. Giuseppe Angiuli, è riuscito a dimostrare che al conto corrente erano stati applicati interessi usurari e dunque ha ottenuto il quasi totale azzeramento dell’ultimo saldo negativo del conto, con conseguente revoca del decreto ingiuntivo già emesso su richiesta dell’istituto creditizio.
Al contempo, essendo stata accertata l’insussistenza dei presupposti per la segnalazione a sofferenza del nominativo
del cliente monopolitano in centrale rischi di Banca d’Italia, Deutsche Bank è stata condannata a pagare al
correntista un risarcimento del danno computato su basi forfetarie, pari a € 10 mila.

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