Mese: Gennaio 2017

Situazione sanità. Considerazioni di Walter Laganà

Gentile Direttore, numerosissimi cittadini di Monopoli e dei paesi viciniori si erano illusi che, con il nuovo Governatore della Regione Puglia, le cose per il locale Ospedale S.Giacomo sarebbero cambiate. Invece si sono sbagliati, perché continua il suo sistematico smantellamento ed è sotto gli occhi di tutti la disastrosa situazione dovuta essenzialmente alla mancanza di primari e di personale medico e paramedico adeguati alle reali esigenze della Città e dell’Agro, con 99 contrade, tutte abitate, e dei paesi limitrofi che gravitano su Monopoli, in attesa del nuovissimo ospedale che vedrà la luce, se tutto andrà bene tra 5 o 6 anni, se è vero come è vero, che la prima pietra per il nuovo nosocomio si metterà nel prossimo autunno. Però un’Amministrazione regionale preveggente, senza cercare di voler sconvolgere il doveroso riordino ospedaliero, invece di ridurre il S.Giacomo di Monopoli come Ospedale di base (HB), rafforzato, avrebbe dovuto renderlo efficiente senza riscontrare paurose carenze ed inadeguatezze nei vari reparti a causa di una dissennata politica sanitaria che continua a penalizzare, sempre in attesa del nuovo ospedale, una popolazione monopolitana di 50 mila abitanti, formata per lo più da anziani, bambini e malati cronici, oltre ad una identica numerosa popolazione dei paesi limitrofi. È tempo di finirla con la politica dell'”Uovo” oggi in attesa della gallina domani, come anche di provvedimenti tampone che hanno il tempo che corrono. A nostro giudizio, senza voler dare lezioni a nessuno, sarebbe stato più logico, preparare fin da oggi tutti i primari ed il personale medico, paramedico ed amministrativo, in modo tale che, appena pronto il nuovo ospedale, possano essere trasferiti immediatamente nella nuova struttura e farla funzionare subito senza ulteriori attese bibliche. È bene ricordare che Monopoli è un importantissimo centro urbano e turistico tra Bari e Brindisi e merita, in questo lungo lasso di tempo per la costruzione del nuovo nosocomio, di avere un Ospedale completo, attrezzato di strumentazione all’avanguardia e di personale preparato e valoroso che abbia soprattutto uno spirito altruista ed una seria cultura dell’accoglienza della persona che si rivolge alla struttura pubblica per essere curata amorevolmente e non per essere malcurata e bistrattata. Non è possibile che nel XXI secolo si è costretti ad elemosinare un posto al Policlinico o al “Di Venere” (quando c’è la possibilità) o emigrare per curarsi ed attendere tempi biblici per una visita specialistica o per una TAC (quando non va via l’energia elettrica per carenza di KW adeguati) o una radiografia o analisi specifica e pagare un ticket sproporzionato rispetto al servizio ricevuto. Qualcuno, solo per quieto vivere, dice di essere sereno, ma non sono sereni i numerosissimi malati, gli anziani, gli infartuati e i dializzati e noi siamo seriamente preoccupati perché con la salute dei cittadini non si scherza. I monopolitani sono stanchi di andare raminghi da un ospedale ad un altro in cerca di un posto letto, quando si ha la fortuna di trovarlo. Sono stanchi di essere assistiti da medici che fanno i primari facenti funzioni, di non avere a disposizione personale medico in numero adeguato ai vari compiti. Sono stanchi di assistere al pensionamento del personale sanitario e paramedico senza sostituzione ad horas. Sono stanchi di non vedere all’orizzonte un radicale cambiamento nella sanità, dove la meritocrazia e la professionalità non vengono presi in considerazione e si continua sempre ad agevolare con la logica perversa i parenti e gli amici privi di competenza. Sono infine stanchi di sapere che la politica non capisce o fa finta di non sapere quali siano le esigenze reali della popolazione amministrata e si segue il metodo del meno peggio, perché con infingarda rassegnazione le cose devono andare così. Inoltre desiderano sapere dove sono finiti i bandi di concorso per l’assunzione dei primari dei vari reparti.