FOTO – Io non rischio, comunicatori in piazza per ridurre il rischio alluvione a Monopoli

I volontari della RNRE hanno incontrato la cittadinanza, distribuendo materiale informativo

Lo scorso fine settimana, anche in Piazza Vittorio Emanuele II a Monopoli, è stato allestito un punto informativo “Io non rischio” per sostenere l’omonima campagna di comunicazione nazionale per diffondere le buone pratiche di Protezione Civile e la consapevolezza rispetto ai rischi naturali: terremoto, maremoto e alluvione (che interessano il nostro Paese), promossa in circa 700 piazze italiane, coinvolgendo 7 mila volontari e volontarie di Protezione Civile.

Così come nel resto d’Italia, dieci comunicatori dell’associazione RNRE (Raggruppamento Nazionale Radiocomunicazioni Emergenza) hanno incontrato la cittadinanza, distribuendo materiale informativo e rispondendo alle domande su cosa ciascuno di noi può fare per ridurre il rischio alluvione (come in più di 350 piazze) che, recentemente, sta dilagando sul territorio monopolitano.

All’interno dello stand allestito per l’occasione, oltre ad aver modo di constatare i danni provocati dagli ultimi violenti nubifragi abbattutisi sul Comune di Bari e sulla città di Monopoli, è stato possibile informarsi attraverso la tendina-alluvione, realizzata dai volontari con le gocce di carta.

IL PIEGHEVOLE (scaricabile in formato digitale)

LA SCHEDA ALLUVIONE (scaricabile in formato digitale)

 

LA CAMPAGNA
Io non rischio Alluvione, nata in via sperimentale nel 2014, è promossa e realizzata da: Dipartimento della Protezione Civile, Anpas- Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica, in collaborazione con AIPo – Agenzia Interregionale per il fiume Po, Arpa ER – Agenzia regionale per la prevenzione e l´ambiente dell´Emilia-Romagna, Autorità di bacino del fiume Arno, Cami-Lab – Laboratorio di Cartografia Ambientale e Modellistica Idrogeologica dell’Università della Calabria, Cima – Centro internazionale in monitoraggio ambientale, Irpi – Istituto di ricerca per la Protezione idrogeologica e Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

COS’É
Io non rischio è una campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di protezione civile. Ma ancora prima di questo, Io non rischio è un proposito, un’esortazione che va presa alla lettera. L’Italia è un paese esposto a molti rischi naturali, e questo è un fatto. Ma è altrettanto vero che l’esposizione individuale a questi rischi può essere sensibilmente ridotta attraverso la conoscenza del problema, la consapevolezza delle possibili conseguenze e l’adozione di alcuni semplici accorgimenti. E attraverso conoscenza, consapevolezza e buone pratiche poter dire, appunto: “io non rischio”.
Io non rischio è anche lo slogan della campagna, il cappello sotto il quale ogni rischio viene illustrato e raccontato ai cittadini insieme alle buone pratiche per minimizzarne l’impatto su persone e cose. E in questo caso il termine slogan, che in gaelico significa “grido di battaglia”, è particolarmente appropriato: è la pacifica battaglia che ciascuno di noi è chiamato a condurre per la diffusione di una consapevolezza che può contribuire a farci stare più sicuri.

Il sistema più efficace per difendersi da un rischio è conoscerlo. Questo tipo di conoscenza, per essere realmente utile, di solito comporta un livello di approfondimento che difficilmente può essere comunicato con un semplice spot radiofonico o televisivo.
L’ideale, per un cittadino, sarebbe poter parlare con qualcuno capace di raccontargli tutto quello che occorre sapere sul terremoto, sul maremoto o su qualsiasi altro rischio, magari incontrandolo direttamente nella sua città, in piazza, un sabato o una domenica mattina. Ed è qui che si è accesa la lampadina: i volontari di protezione civile!
Le associazioni di volontariato di protezione civile sono presenti in tutta Italia. I volontari vivono e operano sul proprio territorio, lo conoscono e a loro volta sono conosciuti dalle istituzioni locali e dai cittadini. Chi meglio di loro per fare informazione sui rischi che su quel territorio insistono?
Da questi presupposti è nata l’idea originaria di Io non rischio. Formare i volontari di protezione civile sulla conoscenza e la comunicazione del rischio per poi farli andare in piazza, nella loro città, a incontrare i cittadini e informarli. Un’idea concepita e proposta da Anpas e subito sposata dal Dipartimento della Protezione Civile, dall’Ingv e da ReLuis, e poi progressivamente allargata ad altre associazioni di protezione civile. Perché se è vero che le idee camminano con le gambe delle persone, per un’idea come questa di gambe ce ne vogliono davvero tante.

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