Cosa è la LETTERA DI BARI?

fullsizerenderTavola rotonda con Enzo Quarto e Anna Maria Pellegrini a Monopoli

Cosa è la LETTERA DI BARI? “La Lettera di Bari, ascoltare e comunicare per costruire bellezza” edito dalla casa editrice Gelsorosso è un Appello del FORUM BAMBINI E MASS MEDIA rivolto alle Istituzioni, alle agenzie educative, agli organi di controllo, al mondo della comunicazione e della pubblicità, ai genitori e famiglie, nel ritenere urgente tornare a considerare il rapporto tra media e bambini come una questione primaria.

Sull’argomento, lunedì 3 ottobre 2016 alle ore 19:30 è in programma a Monopoli una tavola rotonda con Enzo Quarto (giornalista Rai) e Anna Maria Pellegrini (Uffico Comunicazioni Sociali diocesi Conversano-Monopoli), che si terrà presso la parrocchia di Sant’Antonio.

Per continuare a sognare:
“Lettera aperta agli operatori della comunicazione, agli educatori, alle
imprese, alle istituzioni governative, territoriali, economiche, scolastiche, culturali e sociali.
Abbiamo dato vita al Forum “Bambini e mass media”, perché abbiamo un sogno da condividere con chi vuole che i mezzi della comunicazione sociale preferiscano sempre la realtà al racconto irreale, che rischia di imporre l’omologazione di una logica mercantile al senso dell’umano.
Abbiamo il sogno di una comunicazione che abbia coscienza di informare le persone prima che conquistare i consumatori. Abbiamo il sogno di una informazione che sappia dialogare invece che ammaliare e convincere.
Abbiamo il sogno di una comunicazione che usi la manipolazione solo come forma di un contenuto autentico e libero.
Abbiamo il sogno di una comunicazione che illumini il mondo con la bellezza delle parole, consapevole di formare menti e coscienze. Abbiamo il sogno di una comunicazione che si preoccupi della buona educazione sempre.
Abbiamo il sogno di una comunicazione sociale fondata sul rispetto, che sappia rivolgersi a chi ascolta, legge, osserva con l’attenzione che si deve ad ogni persona, e che si ricordi sempre che parlare alla massa significa parlare in realtà ad uno ad uno.
Abbiamo il sogno di una comunicazione sociale che sappia fondarsi sulla fiducia tra le persone e rivolgersi alla intelligenza di ognuno contemporaneamente ai sensi e all’emotività. Una comunicazione che sia immagine e parola di verità e, quindi, riflessione critica e considerazione.
Abbiamo il sogno di una comunicazione sociale che non urli, che ci alieni dalla fretta e dalla improvvisazione, che sappia cercare e trovare le parole giuste per raccontare anche l’orrendo e l’irraccontabile.
Abbiamo il sogno di una comunicazione sociale che guardi al futuro con speranza, prestando attenzione all’umano.
Abbiamo il sogno che di questi temi si parli più spesso non solo tra gli addetti ai lavori, né tantomeno per dettare regole, il più delle volte disattese.
Abbiamo bisogno che nel tam tam mediatico e crossmediale i bambini e gli adolescenti siano la stella polare del linguaggio che si usa, perché sono fruitori-protagonisti come gli altri (se non più degli altri) e hanno diritto a conoscere, capire, interpretare, essere educati e formati ad essere cittadini del mondo, giusti e veri.
Bari, 24 marzo 2014

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