Santificazione Madre Teresa di Calcutta, eseguite Antifone del Codice pergamenaceo redatto a Monopoli nel 1532

Domenico Morgante: “Per la canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta, presente a Roma anche un importante pezzo di storia di Monopoli”

Domenica scorsa, durante il processo di canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta che Papa Francesco ha proclamato Santa, sono state eseguite alcune Antifone del Codice pergamenaceo redatto a Monopoli nel 1532.

Una notizia straordinaria è quella che il prof. Domenico Morgante ha confidato alla nostra redazione di “The Monopoli Times”, svelando un’altra interessante curiosità: “una delle Antifone eseguite nella monumentale Basilica romana è quella che veniva cantata, durante le processioni monopolitane solenni, davanti alla chiesa romanica di Santa Maria Amalfitana”.

Roma, 3 settembre 2016
Probabilmente tutti sanno che domenica scorsa Madre Teresa di Calcutta, donna e religiosa straordinaria, è stata proclamata Santa.
Forse qualcuno sa anche che per celebrare musicalmente siffatto atteso evento è stata invitata a Roma l’Orchestra Sinfonica e il Coro Filarmonico di Pristina, attualmente la compagine musicale più prestigiosa attiva nel territorio d’origine della piccola grande Suora che, nativa del territorio macedone, fu notoriamente attiva nell’India dei poveri e diseredati.
Certamente però nessuno sa – è qui è la cosa davvero straordinaria, almeno per la storia e la cultura monopolitana – che l’ottima formazione corale kosovara, abilmente diretta dal Maestro Rafet Rudi (tra l’altro mio Collega e Amico), ha aperto la sua interessante ed acclamata esibizione concertistica, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura (inverosimilmente gremita per l’occasione), con l’esecuzione di alcune Antifone tratte dal Codice pergamenaceo redatto a Monopoli nel 1532 dall’Abate, anch’egli di origini albanesi, Giorgio Lapazaya, manoscritto da me scoperto sul finire degli anni Settanta, trascritto e studiato in vari miei saggi musicologici pubblicati a partire dal 1981 (attualmente sto lavorando all’edizione critica integrale del prezioso Codice).
La prima mondiale di alcune di queste mie trascrizioni è stata realizzata in Albania, dalla medesima formazione e in mia presenza (grazie all’invito a suo tempo rivoltomi dal caro collega e amico Prof. Edmond Buharaja, docente di Musicologia all’Università di Tirana), nell’ambito della Biennale Musica di Durazzo nell’agosto del 2013. Per questo motivo il Municipio di Durazzo mi ha conferito, in quell’occasione, l’importante onorificenza “Mirenjohja e Qytetit” (“Gratitudine della Città”), per aver apportato un fondamentale contributo alla ricostruzione della Storia e della Civiltà musicale dell’Albania; difatti il Codice Lapazaya (attualmente custodito nell’Archivio Unico Diocesano di Monopoli), in base ai miei studi, rappresenta la più antica fonte musicale di matrice italo-albanese.
Un’ultima interessante curiosità può essere costituita dal fatto che una delle Antifone eseguite nella monumentale Basilica romana è quella che veniva cantata, durante le processioni monopolitane solenni, davanti alla chiesa romanica di Santa Maria Amalfitana (dal minuto 2:59 del filmato allegato).

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