foto 2-picsayVenerdì, ore 08:10

Un prestigioso terzo posto conquistato dal Liceo Artistico e Musicale “Luigi Russo” per l’elaborato “Trame di Vite” al concorso della prima “Biennale delle Memorie” indetta dal MIUR, in intesa con l’Associazione per la qualità delle politiche pubbliche “italiadecide” e l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani. A selezionare l’elaborato, una giuria altamente qualificata composta da rappresentanti del MIUR, dal Presidente Rai, dal Direttore Radio 3, dal Presidente di “italiadecide”, dal Rettore dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e dal Rettore dell’Università degli Studi della Basilicata. Il concorso, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, aveva l’obiettivo di ricordare alcuni anniversari importanti della storia dell’uomo, per motivare sul valore della conoscenza del proprio passato e delle proprie radici storico-culturali. Gli studenti del Luigi Russo hanno focalizzato l’attenzione su due figure, quella di Wolfgang Amadeus Mozart e quella di Sigmund Freud, dei quali ricorre rispettivamente il 260° e il 160° anniversario della nascita. La giuria ha saputo apprezzare la capacità di mettere insieme due figure così diverse tra loro, unite attraverso la personalità di Don Giovanni, mediante un lavoro artistico che ha saputo legare la musica alla tessitura e all’intreccio con apprezzabile equilibrio tra le diverse componenti.
L’idea è nata dalla volontà di contrapporre due grandi della storia incrociando musica e psicanalisi, attraverso l’intreccio simbolico di due vite. In particolare lo sguardo è stato focalizzato sull’opera mozartiana in cui si coglie un atteggiamento di tensione e opposizione nei confronti della figura paterna che Freud, a sua volta, ha saputo interpretare quale archetipo di qualsiasi norma e regola che tende a garantire lo status quo della realtà.
Il video si apre con una citazione di Freud e l’ingresso di un gruppo di alunne, mentre la scena è contaminata dalla presenza di simboli, come il didgeridoo, antico strumento a fiato degli aborigeni, improvvisato con una stuoia e adottato per dare inizio al rito dell’intreccio di tessuti che vogliono rappresentare simbolicamente le vite di Mozart e Freud che s’intersecano. La presenza in scena di un violino e di un sassofono, che accompagnano l’operare delle donne, sublima l’azione e diventa metafora dei molteplici aspetti conflittuali dell’esperienza umana.
Il video si chiude con la mostra della stuoia tramata e il riecheggiare di un urlo di gioia. L.T.

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