Venerdì, ore 11:38

Riceviamo e pubblichiamo una lettera dell’ex Sindaco Walter Laganà

Gentile Direttore,
Il 18 Aprile di quest’anno ricorre il 68^ anniversario della strepitosa vittoria della Democrazia Cristiana (18 Aprile 1948), un Partito democratico, interclassista, pluralista e antifascista, che, com’è noto, ottenne la maggioranza assoluta dei voti liberamente espressi, e, ciò nonostante, ebbe il grande merito di chiamare a governare insieme il Partito Liberale Italiano, dimostrando una sincera e vera sensibilità democratica. Alla D.C. e a tanti uomini e donne di buona volontà si deve la ricostruzione dell’Italia uscita dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale dopo una clamorosa sconfitta e che, nel bene e nel male, senza voler fare un’apologia, ha assicurato progresso, sviluppo, lavoro, pace e libertà per oltre un cinquantennio. È vero che viviamo un’epoca segnata dalla distruzione della memoria sia collettiva che personale di tutti quegli uomini e quelle donne che si sono impegnati generosamente nella politica solo ed esclusivamente come dovere civico e come servizio sociale con un’umile e convinta necessità di fare gratuitamente del volontariato a favore della nostra Patria. Pertanto non è corretto pensare come ai tempi dell’antica Roma per odio politico alla “damnatio memoriae” o peggio come sta facendo l’ISIS col distruggere tutti i monumenti che ricordano la civiltà del passato, tenendo conto che, a parte l’esuberanza di pochi, la società che abbiamo costruito con la rottamazione non è certamente molto migliore di quella precedente, perché i problemi ci sono ancora oggi come c’erano ieri e che non sono di facile soluzione come l’insopportabile e paurosa disoccupazione giovanile. Infatti basta esaminare una bolletta del gas di Enel Energia di € 425,09, di cui € 291,01 di consumo + le spese di oneri fiscali di € 134,08 con tute le accise 2° e 3° scaglione, le addizionali Enti locali 2° e 3° scaglione+ IVA al 10% e al 22% per capire che lo Stato continua a vessare il cittadino con una fiscalità assurda. Altro che risparmio!?! Altro che diminuzione delle tasse!?! Siamo al collasso delle risorse economiche del cittadino. È bene inoltre sapere che l’attuale Parlamento Italiano non solo è formato da persone improvvisate che vivono dalla politica, ma anche da numerosi personaggi indagati che siedono imperturbati sugli scranni della Camera dei Deputati e del Senato. Ma, a parte queste considerazioni e riflessioni, sarebbe opportuno conoscere che la tanto deprecata e odiata prima repubblica ha approvato la Costituzione della Repubblica Italiana, preparata egregiamente dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947, presieduta dall’On.Umberto Terracini (1895-1983) e promulgata dal Presidente della Repubblica On.Enrico De Nicola (1877-1959) ed ha dato il via ad una miriade di riforme che oggi tutti tentano di ignorare, o peggio di disprezzare, in un periodo difficilissimo come quello post-bellico e durante la famosa “guerra fredda” tra l’America e la Russia.

Il primo Presidente del Consiglio dei Ministri, democraticamente eletto, On.Alcide De Gasperi (1881-1954), segretario del Partito Popolare e fondatore della Democrazia Cristiana, ha dovuto assumere il gravoso compito di ricostruire l’Italia uscita a pezzi da una rovinosa guerra perduta.

E si deve al suo coraggio e alla sua integrità morale se l’Italia ebbe qualche credito all’estero sin da quando si presentò alla Conferenza di Pace di Parigi nel 1946. Il suo discorso fece mutare l’atteggiamento ostile verso la nostra nazione alle potenze vincitrici. De Gasperi nel secondo dopoguerra diventa uno dei padri del processo di integrazione europea con il tedesco Konrad Adenauer (1876-1967) e il francese Robert Schuman (1886-1963) e Altiero Spinelli (1907-1986), ponendo così le premesse che l’Europa Unita avrebbe evitato la guerra ed avrebbe garantito la democrazia nelle nazioni europee.
De Gasperi, inoltre, era fermamente convinto che bisognava legare l’Italia alla Francia e alla Germania ad una concreta solidarietà europea, ridimensionando, se fosse necessario, la sovranità nazionale. Ancora oggi, nonostante i denigratori della prima repubblica, ciò che di stabile e di sicuro l’Italia può contare nel campo della politica, delle istituzioni, dei legami internazionali e le stesse idee che reggono, o che dovrebbero reggere, la nostra convivenza civile, il progresso e l’unità della nazione, risalgono innanzitutto alla sua epoca e all’opera che egli vi svolse.

De Gasperi, pur conservando il sistema elettorale del proporzionale puro, volle maggiormente consolidare il regime democratico attraverso la riforma elettorale del 1953 volta ad aumentare il margine di sicurezza al governo, presentando una legge che desse la possibilità al partito, che avesse ottenuto la maggioranza dei voti elettoralmente espressi, il 75% dei deputati alla Camera (cioè la cosiddetta “Legge truffa”) che, a distanza di tempo, serenamente si può affermare che non era una legge truffa, ma assicurava alla Nazione governi stabili che avrebbero dato all’Italia la possibilità di un maggiore sviluppo e progresso in ogni campo politico, sociale ed economico con una stabilità quinquennale ed avrebbero evitato il disastro politico di questi anni bui di perenne crisi.
Anche perché allora uomini e donne, vecchi e giovani, non pensavano al loro interesse ma lavoravano insieme senza lotte generazionali, perché i giovani godevano dell’esperienza dei vecchi e i vecchi utilizzavano magnificamente l’esuberanza dei giovani nell’interesse comune di raggiungere gli obiettivi che l’Italia allora si prefiggeva.

Checchè se ne dica, l’unico vero erede politico di Alcide De Gasperi è stato l’On. Aldo Moro (1916-1978) per la sua scelta di apertura democratica ad altri soggetti politici e sulla base di una comune aspirazione di dare all’Italia una stabilità politica. Alcune idee ed alcune linee di fondo della politica di De Gasperi e di Moro sono state e rimarranno l’espressione del buon governo con grande spirito di servizio alla cosa pubblica.

Oggi con la globalizzazione, con il progresso tecnologico, con l’Unione Europea che non si sa cosa sia, viviamo in un’epoca che incute paura. Il mondo, infatti, è alle prese con mutamenti colossali e con esodi biblici, che ci impedisce di scrutare il futuro, perché non si riesce ad immaginare quale sarà. La guerra in Africa e nei paesi mediterranei con i suoi orrori e le sue morti non promette una pace
duratura. Si spera che nell’anno del “Giubileo della Misericordia” le cose possano cambiare in meglio e possa rifiorire la speranza di una sicura rinascita dell’Italia e di una pacificazione universale con la collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà.
Monopoli (Bari) 22 Aprile 2016

Walter Laganà
(Due volte Sindaco della Città di Monopoli)

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