Intercultura: una scuola che si apre al mondo

Mercoledì, ore 21:53

 

Intercultura è una ONLUS che dal 1955 si impegna a costruire il dialogo interculturale attraverso gli scambi scolastici. Ben 11 alunni, provenienti da Cile, Paraguay, Honduras, Cina, Norvegia, Canada, USA, Thailandia, Serbia e Svizzera, presenti in Puglia per lo scambio culturale, lunedì 4 aprile sono stati accolti presso l’Auditorium del Liceo Artistico e Musicale “Luigi Russo” per conoscere l’Istituto che da anni collabora con il Centro locale di Intercultura di Putignano. Per l’occasione gli studenti monopolitani hanno presentato una serie di performance artistico-musicali, coinvolgendo gli studenti stranieri:  Wonderland Alice, Ensemble jazz, “Il teatrino futurista dei muppets”, un allestimento con performance coreografico-musicale la “Ninnananna della farfalla” e la pizzica “Tempo di Puglia”. È stata l’occasione per conoscersi e confrontarsi e per sperimentare l’interessante scoperta di esperienze di vita profondamente diverse.
L’IISS “Luigi Russo” in questi anni, aderendo al programma, ha accolto studenti stranieri e offerto ad alcuni alunni la possibilità di vivere esperienze scolastiche all’estero. La giovane Caterina De Donato, 17 anni, iscritta alla III C del Liceo Artistico “Luigi Russo”, dopo il superamento del concorso “Intercultura AFS”, è partita per la Thailandia. Un mondo lontano, un Oriente affascinante e sconosciuto, una cultura profondamente diversa da quella occidentale, una vita vissuta in un altro modo. In molti angoli di povertà è stato possibile per lei scoprire sorrisi pieni di speranza. Per lei la Thailandia è la “Terra del Sorriso” e le ha insegnato la bellezza di saper apprezzare ciò che si ha, l’importanza di saper vivere bene la quotidianità e di avere sempre un atteggiamento di speranza verso il futuro.
Un’esperienza ugualmente emozionante e altamente formativa è stata quella compiuta da Cristina Fanelli della VC, sempre del Liceo Artistico. Sette settimane lontana da case, in un luogo lontano, al di sotto dell’Equatore, per lei ha significato molto. La meta era il Kenia, ma la sfida più impegnativa è stata prima di tutto con se stessa. È partita con un gruppo di ragazzi riunito da Intercultura e coordinato da una volontaria italiana e dai volontari locali. Un gruppo costituito da due pugliesi, un napoletano, una romagnola, un belga, un egiziano e un canadese. Tutto le è sembrato un po’ assurdo già in partenza, ma il tempo è trascorso tra bei momenti, risate e anche innegabili incomprensioni. Ognuno è stato ospitato da una famiglia di Malindi, lei in particolare da una famiglia che abitava in un villaggio nei pressi della città, con tre sorelle e tre fratelli; con loro è andata a scuola, ha trascorso il periodo di Ramadhan e ha festeggiato con loro la sua fine; ha camminato a piedi nudi per casa (considerata luogo sacro); ha mangiato per terra su tappeti di paglia e quasi mai con le posate; ha tentato di parlare swahili e tentato di capire l’inglese parlato con accento africano; ha sempre mangiato il cibo del posto, fino a piangere per uno eccessivamente piccante; ha anche fatto snorkelling nell’Oceano Indiano e si è addormentata sentendo barrire gli elefanti durante il safari. Tante esperienze, tanti momenti anche difficili, tanti insegnamenti che rimarranno indelebili nella sua memoria e che hanno segnato per sempre la sua vita. È questo Intercultura, aprirsi al mondo, immergersi in una vita, un ambiente e una cultura spesso profondamente diversi dal rassicurante mondo in cui viviamo per mettersi alla prova e sperimentare la bellezza dell’ “altro”. L.T.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.