Contrasto all’abusivismo commerciale ed edilizio

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Martedì, ore 17:10

All’apparenza sembrava un’autofficina in regola ubicata nel centro urbano di Rutigliano (BA) e frequentata da molti clienti. Sulla porta d’ingresso era presente anche un cartello con la scritta “torno subito” e l’utenza telefonica per le chiamate d’urgenza. Ma tutto ciò non ha tratto in inganno i Finanzieri della Tenenza di Mola di Bari, i quali avviavano comunque un controllo scoprendo che l’attività veniva esercitata completamente “in nero” da oltre 5 anni. All’interno dell’officina veniva anche rinvenuto e sottoposto a sequestro 190 kg di olio esausto da motore per il quale non era stato istituito il registro previsto dalla normativa ambientale.

Il meccanico abusivo è stato denunciato a piede libero all’Autorità giudiziaria per la gestione illegale di rifiuti speciali pericolosi nonchè segnalato alla competente Camera di Commercio di Bari per l’irrogazione delle previste sanzioni amministrative, mentre tutta la strumentazione rinvenuta (banconi da lavoro, attrezzi, ponte sollevatore idraulico per auto, compressori, ecc.) è stata sottoposta a sequestro amministrativo, finalizzato alla confisca.

Seguiranno accertamenti, anche di natura fiscale, per la quantificazione del volume d’affari sottratto al fisco. Infatti, il danno arrecato da simili attività illecite è trasversale e spazia dall’evasione fiscale alla concorrenza sleale sugli operatori regolari.

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Sempre le Fiamme Gialle di Mola di Bari, nell’ambito di controlli per reprimere il dilagante fenomeno dell’abusivismo sia commerciale che edilizio, insospettiti per l’assenza del cartello di cantiere in prossimità di un fabbricato in costruzione nell’agro di Rutigliano (BA), appuravano, dopo le opportune verifiche effettuate presso l’ufficio tecnico di quel Comune, che per i lavori edili in corso non era stata concessa alcuna autorizzazione.

Il successivo intervento presso il cantiere consentiva, inoltre, di scoprire due operai intenti a lavorare “in nero” senza alcun dispositivo di protezione.

L’intera area di oltre 440 metri quadrati e varie attrezzature edili sono state sottoposte a sequestro mentre le persone coinvolte nella vicenda sono state denunciate a piede libero all’Autorità Giudiziaria.

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