Nuovo ospedale, la struttura non dovrà sorgere lì

Mercoledì, ore 20:34

Laganà ritorna sull’argomento, riportando i pareri di un urbanista ed un’archeologa

Gentile Direttore,
nonostante la recente approvazione, all’unanimità, da parte del Consiglio Comunale di Monopoli del progetto del nuovo ospedale nella locale contrada di S. Antonio d’Ascula, con la presenza autorevole del Governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, che, com’è noto, costituisce variante di una zona agricola in zona edificatoria del locale PUG, già in vigore da ottobre 2010, numerosissimi cittadini sono seriamente preoccupati sul futuro del nuovo nosocomio, così com’è stato ubicato in un territorio tanto contestato. Infatti, dopo lo stop, oggi superato con la variante, ma mai sopito, del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (P.P.T.R) e della Rete Ecologica Regionale (RER), è di questi giorni un’ulteriore protesta delle più importanti Associazioni impegnate nella difesa dell’ambiente e del paesaggio. “L’urbanista Dino Borri e l’archeologa Raffaella Cassano, rispettivamente per il FAI e per Italia Nostra, hanno inviato una lettera al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per chiedere che sia ripensata la scelta del luogo, dove dovrà sorgere il nuovo nosocomio, perché “la costruzione del nuovo ospedale arrecherebbe un “vulnus” al territorio pugliese alterandone gravemente l’ecosistema, in quanto, oltre alla cementificazione di una zona ancora intatta tra due lame e ricadente nel cono visuale della Loggia di Pilato, si dovrebbe anche procedere alla realizzazione di una viabilità di collegamento tra i vari centri che il nuovo ospedale dovrebbe servire. Inoltre manca uno studio completo e rigoroso delle componenti non solo del territorio agricolo prescelto, ma anche di tutto il bacino di riferimento. Italia Nostra e FAI denunciano, fra l’altro, l’enormità dell’impegno economico, dato che la zona è priva di ogni tipo di infrastrutture necessarie per l’impianto e il funzionamento di un grande ospedale, quale è quello progettato, con conseguenti alti costi anche, allo stato attuale, imprevedibili”. Poi “lo studio di fattibilità elaborato dalla ASL Bari e posto alla base della gara di progettazione, già metteva questa campagna sul mercato dell’urbanistica contratta, con l’ipotesi di perequazione e compensazione per aggirare il fatto che la normativa regionale non ammette crediti urbanistici”, cosa che darebbe forse l’occasione per sperimentare la cosiddetta perequazione, permettendo i terreni in esproprio con diritti urbanistici”. Rebus sic stantibus, sarebbe quanto mai opportuno, per evitare lungaggini di ogni tipo ed eventuali ricorsi al TAR, riprendere le previsioni di ubicazione del nuovo ospedale dell’Arch. Luigi Piccinato (1899-1983), urbanista di fama mondiale, il quale, redigendo il precedente Piano Regolatore Generale del Comune di Monopoli, con grande successo, affermava che nulla doveva essere lasciato al caso, ma tutto doveva essere programmato, in modo che il Piano Regolatore, una volta approvato dagli Organi competenti, non doveva subire arresti di ogni genere. Infatti egli aveva previsto la costruzione di un nuovo ospedale in contrada Mozzo sulla via di Conversano allo svincolo tra Bari e Brindisi, a 3 Km. di distanza da Monopoli e a 12 Km. da Fasano, in una zona con ettari sufficienti di terreno, servita da strade e con tutti i requisiti urbanistici igienico-ambientali, geologici-morfologici e climatici e con la possibilità di realizzare tutte le infrastrutture necessarie per l’impianto e funzionamento di un grande nosocomio con un impegno economico accettabile. Si tratta, cioè, se si vuole, di trasferire così come aveva anche suggerito la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali, sic et simpliciter, il progetto, già approvato, in detta zona a nord della città di Monopoli.

Walter Laganà (Due volte Sindaco della Città di Monopoli)

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