[ESCLUSIVO] Perché il Comune di Monopoli non ha aderito alla Bit2016 di Milano

Martedì, ore 17:29

Intervista all’Assessore allo Sviluppo Economico Giuseppe Campanelli

Monopoli assente alla Bit di Milano. Una chance mancata?

Domenica scorsa, attraverso il servizio giornalistico intitolato “Monopoli assente alla Bit di Milano. Una chance mancata?”, la nostra redazione di “The Monopoli Times” ha inteso interrogare i nostri affezionati lettori sui vantaggi o meno che, lo scorso fine settimana, la partecipazione alla Fiera del Turismo avrebbe portato alla nostra città, qualora vi avesse aderito.

Ebbene, in questi giorni, vi sarete fatti un’idea.

Nel frattempo, però, abbiamo avuto modo di intervistare l’Assessore allo Sviluppo Economico Giuseppe Campanelli, al quale abbiamo voluto chiedere le motivazioni che hanno spinto l’Amministrazione Comunale ad effettuare la scelta di non promuovere il territorio monopolitano attraverso la Borsa Internazionale del Turismo 2016.

«Basta andare sul sito internet della fiera per capire a chi è rivolta».

Una risposta secca, chiara e che non lascia adito a fraintendimenti è quella dell’Assessore Campanelli che spiega: «prima di andare ad una fiera, dovrei capire oltre a qual è il tema, anche a chi è rivolta e la Bit si rivolge ad operatori del settore, cioè privati, tour operator, agenzie viaggi, ecc ecc. Pertanto, i comuni non sono tutte queste figure professionali e quindi non credo sia il caso di andare a fare una vetrina li, soprattutto a spese dei cittadini; anche perché l’adesione alla manifestazione costa diverse migliaia di euro e siccome qualcuno che mi ha preceduto ha già sprecato in altre fiere, diverse migliaia di euro, noi i risultati li raggiungiamo con molti meno soldi ed attraverso altri strumenti come la visita dei blogger e interventi su internet, che non sono le fiere riservate ai tour operator; perché il comune non è un tour operator».

Ergo, partecipare ad una fiera a questi livelli, oltre che essere dispendioso, potrebbe rivelarsi poco redditizia per Campanelli: «attraverso le iniziative intraprese, abbiamo dei dati di circa 100 mila persone contattate. Ora sicuramente, una fiera può avere sicuramente 100 mila contatti, ma sono convinto che se sono 100 mila visitatori, se ne potrebbero fermare 1000 forse e, dovrebbe andare bene».

Tuttavia, rimane il fatto che: «è una fiera riservata ad operatori del settore e non agli enti pubblici. Poi, le Regioni decidono giustamente di avere uno spazio pubblicitario, perché hanno fondi economici molto più importanti di quelli dei comuni e quindi realizzano uno stand che è una vetrina pubblicitaria, che altro non è se non per i contatti».


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