Martedì, ore 20:02

L’appello dell’ex Sindaco di Monopoli Walter Laganà

A rischio, la sorte dei porti di Barletta e Monopoli. A paventarlo è l’ex Sindaco di Monopoli Walter Laganà che ci ha fatto pervenire la seguente missiva.

LA LETTERA

Gentile Direttore,
non ci vuole la zingara per indovinare la sorte dei porti di Barletta e Monopoli se continuano a fare sistema senza un loro sicuro e fattivo sviluppo e progresso, ma solo per continuare a fare gli interessi esclusivi dello scalo marittimo di Bari. Tutto si evince chiaramente dall’ultima intervista rilasciata giorni fa su un quotidiano dal Segretario Generale dell’Autorità Portuale del Levante di Bari circa le sue funzioni di programmazione e di pianificazione territoriale, non solo nell’ambito portuale di competenza, ma anche in quello di indirizzo, di coordinamento e di controllo su tutte le attività svolte pure all’interno dei porti di Barletta e di Monopoli. Infatti la predetta Autorità Portuale del Levante amministra per conto dello Stato il Demanio Marittimo, provvedendo alla realizzazione e manutenzione di tutte le infrastrutture, avendo la responsabilità della redazione e dell’adozione del Piano Regolatore Portuale e del coordinamento di tutte le altre Amministrazioni ed Enti dello Stato che operano nei porti nel settore dei controlli sui passeggeri e sulle merci, oltre anche la responsabilità della navigazione marittima. Nel 2007 la circoscrizione dell’Autorità Portuale del Levante di Bari è stata allargata ai Porti di Barletta e di Monopoli in coerenza alla strategia del Piano Regionale dei Trasporti che prevedeva, senza mortificare i Porti di Barletta e di Monopoli, la costituzione di un sistema di sviluppo portuale del Levante insieme ai suddetti porti. Infatti il Piano Operativo Portuale 2014-2016 ha tentato, senza successo, di costruire una politica di sviluppo integrata dei porti, tenendo conto della vasta area, cui appartengono i porti stessi, a servizio del relativo territorio e delle politiche di corridoio dell’Unione Europea. In questa ottica i porti di Barletta e di Monopoli con la riserva mentale di essere agganciati fortemente secondo l’Autorità Portuale del Levante alle dinamiche economiche dei territori retrostanti, che già, a nostro giudizio, servivano egregiamente e singolarmente in passato con un invidiabile movimento di merci in entrata ed in uscita, soddisfacendo tutte le richieste del sistema industriale ed economico territoriale e regionale, oggi vengono considerati le ruote di scorta del grande scalo meridionale marittimo barese con il quale, invece, avrebbero dovuto fare sistema per creare tutti insieme, senza privilegi di sorta, veramente e sostanzialmente la crescita dei servizi portuali portati agli stessi livelli operativi. L’ottimazione delle infrastrutture dei porti di Barletta e di Monopoli sono la priorità assoluta sia da un punto di vista economico che da quello turistico. Ben vengano tutte le recenti iniziative indicate soltanto sulla carta dall’Autorità Portuale del Levante per i porti di Barletta e di Monopoli, ma se non vengono realizzate sono soltanto delle elucubrazioni mentali. Oggi si afferma candidamente di sfruttare al massimo, nella visione della pianificazione europea, il porto di Bari nel sistema portuale del nord della Puglia, amministrativamente individuato nella Autorità Portuale del Levante e comprendente, però solo a parole, anche i porti di Barletta, Molfetta e Monopoli, capaci di attrarre i traffici a servizio e a beneficio dei territori di riferimento (sic!). Intanto è di pochi giorni fa anche la notizia che il Governo Italiano ha stanziato 2 milioni di euro per finanziare i progetti minimi ed indifferibili per la bonifica ambientale dei fondali dei porti minimissimi di Palese, S.Spirito, S.Giorgio, Torre a Mare e Porto Vecchio della costa metropolitana, dimenticando forse che il vicinissimo porto nazionale di Bari svolge e risolve egregiamente da tempo un importante ruolo turistico della zona di competenza, anche a vantaggio dei suddetti porti minimissimi. Poiché il più contiene il meno, a nostro giudizio, sarebbe un ulteriore spreco di denaro pubblico che potrebbe invece essere utilizzato, l’Autorità Portuale del Levante e la Legge del 28/01/1994 n.84, che la disciplina permettendo, per i porti di Barletta e di Monopoli, che con il porto di Bari fanno sistema, i quali, come è noto, da tempo hanno bisogno urgentissimo di dragaggio non solo per la loro sopravvivenza ma anche e soprattutto per quella dell’economia zonale e per assicurare all’Unione Europea il funzionamento degli scali per il trasporto delle merci e dei passeggeri a navi di grande stazza e cabotaggio e ai traghetti, giacché l’Unione Europea ha deciso di utilizzare i porti pugliesi. Se per il porto di Monopoli ci sono difficoltà per il dragaggio, sarebbe opportuno costruire una nuova diga dall’ex Gigom, che in parallelo con la diga di Tramontana del porto stesso, doterebbe la città di uno scalo marittimo-commerciale con fondali già idonei per l’attracco di navi di grande stazza e di grande cabotaggio. Ma, come al solito, si insiste ad operare con gli interventi a pioggia per le opere precedentemente indicate che non producono niente di fatto, perché le piccole e medie imbarcazioni non potranno mai approdare, se non in casi di estrema necessità, nei suddetti piccolissimi porti, in quanto esse hanno bisogno di stazioni autorizzate per il rifornimento di carburante, di cantieri navali, di officine meccaniche specializzate per eventuali riparazioni dei natanti, di agenzie qualificate per l’informazione, di una ricettività dignitosa con ogni comfort. Non vogliamo essere profeti di sciagure però se i nostri porti non avranno i requisiti richiesti dall’Unione Europea per il trasporto di passeggeri e di merci via mare, rischiano di rimanere inutilizzati con grave danno per il lavoro e l’economia zonale e regionale. Meditate gente, meditate!?!?

Monopoli 5 Gennaio 2016

(Due volte Sindaco della Città di Monopoli)
Walter Laganà


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