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Danno da “insidia stradale”. Era caduta su un marciapiedi

Il Tribunale Civile di Bari, con sentenza n. 5636 depositata il 23 dicembre 2015, nella persona del giudice monocratico dott.ssa Sofia Anfossi, ha accolto una domanda risarcitoria formulata da una anziana signora (difesa dall’avv. Giuseppe Angiuli) che era incespicata in un dislivello creatosi su un marciapiedi di una strada del centro urbano del Comune di Monopoli. In particolare, l’anziana signora – nel frattempo deceduta – era caduta su una mattonella sconnessa sul marciapiedi posto di fronte alla sua abitazione in zona centrale di Monopoli e aveva per questo subito danni al viso ed alla dentatura, lamentando anche la rottura dei suoi occhiali da vista. Per i danni di questo tipo, definibili come derivanti da “insidia o trabocchetto stradale“, in giurisprudenza si sono affacciate da tempo due distinte ipotesi interpretative. In base ad una prima visione, l’ente proprietario della strada deve sempre rispondere di tutti gli incidenti riconducibili ad una cattiva o omessa manutenzione delle strade in base ad un principio di responsabilità oggettiva, derivante dall’art. 2051 cod. civ., a meno che non si provi l’evenienza di un caso fortuito.

Secondo una diversa prospettiva, la responsabilità civile dei Comuni e delle altre pubbliche amministrazioni può sussistere unicamente sulla base della presunta violazione dell’obbligo del generale principio del neminem laedere ai sensi dell’art. 2043 cod. civ. e cioè solo allorquando si dimostri, in concreto, che alla base dell’incidente vi sia stata una specifica condotta (dolosa o colposa), sia a carattere attivo che omissivo, ascrivibile all’ente proprietario della strada. Nel caso in commento, il Tribunale di Bari ha aderito alla tesi della responsabilità oggettiva connessa alle cose in custodia ex art. 2051 cod. civ., atteso che l’incidente era avvenuto “all’interno della perimetrazione urbana, circostanza sintomatica della effettiva possibilità di esercitare un “potere di governo” sulla stessa da parte del comune convenuto”. In parole semplici, secondo il Tribunale, quando un pedone cade e si fa male su un marciapiedi posto nel cuore del centro abitato, si deve sempre presumere una responsabilità oggettiva a carico dell’ente comunale proprietario della strada, in quanto in casi come questi è senz’altro possibile per l’ente esercitare “un concreto controllo ed una vigilanza idonea ad impedire l’insorgenza di cause di pericolo“. L’incidente in discorso risale al 2009: nel frattempo, essendo deceduta la malcapitata signora anziana monopolitana, il Tribunale di Bari ha stabilito che il Comune debba pagare il risarcimento ai suoi eredi, unitamente all’integrale rimborso delle spese di lite.

F.to Avv. Giuseppe Angiuli

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