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Romani: “Sono le concessioni che governano la pianificazione; in pratica, si ratifica quello che il privato decide”

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“La gestione deve lasciare spazio alla programmazione”. Non ha lasciato spazio a fraintendimenti, l’intervento del Sindaco Emilio Romani di ieri mattina nel corso dell’infuocata seduta consiliare andata in scena all’interno della Sala Consiliare “Ignazio Perricci” a Palazzo di Città.

La massima Assise cittadina si era ritrovata ad esaminare cinque punti all’ordine del giorno: “Lettura ed approvazione verbali sedute precedenti”, “O.d.G. presentato dal Consigliere Francesco Leggiero ad oggetto: “Accorpamento dell’Autorità portuale di Bari all’Autorità portuale di Taranto””, “O.d.G. presentato dal Consigliere Giuseppe Martellotta ad oggetto:  “Tutela dell’olio extravergine di oliva””, “Acquisto immobile attualmente adibito a scuola dell’Infanzia Anita Garibaldi” e “Approvazione del DUP – Documento Unico di programmazione 2016/2018 e del bilancio di previsione 2016/2018 e relativi allegati”.

È stato proprio l’ordine del giorno presentato dal Consigliere metropolitano, nonché consigliere comunale, Franco Leggiero a stuzzicare un’attenta e trasversale analisi, dalla quale è emersa la “visione” del primo cittadino sull’argomento.

Romani dissente da alcune cose, ma condivide in buona parte l’intervento dei consiglieri Leggiero, Barletta e Suma: “Rispetto al Piano Operativo Triennale, vedo delle scelte strategiche che non hanno programmazione – spiega – sono le concessioni che governano la pianificazione; in pratica, si ratifica quello che il privato decide”.

Il Sindaco non le manda di certo a dire al Presidente dell’Autorità Portuale, al quale con molta franchezza avrebbe scritto poche righe per sollecitare un cambio di rotta: “abbiamo chiesto invano di applicare gli avanzi di amministrazione dello scorso bilancio di previsione per realizzare un’opera pubblica, ovvero 600 mila euro per la costruzione di una stazione marittima, non è stato nemmeno portato a termine il dragaggio che si attende da ben sette anni e tra l’altro nonostante nel gennaio scorso in un incontro con gli operatori portuali si decise di mettere le basi per un nuovo piano regolatore del porto, sino ad oggi nulla è stato ancora fatto; su quest’ultimo punto, la redazione di un documento programmatico preliminare per la realizzazione del piano era infatti atteso per la scorsa estate. È doloroso – ha proseguito il Primo Cittadino – riconoscere di avere dubbi che l’Autorità Portule con qualsiasi nome e a qualsiasi area geografica appartenga non metta in conto le esigenze del porto e delle autorità portuali. Perciò ho scritto al Presidente per fare uno scatto in questa confusione legislativa, che ha arenato l’area portuale di Bari. Noi – ha infine aggiunto – abbiamo delle aree che si muovono e c’è gente che a breve presenterà PUE; deve essere la pianificazione a precedere i piani e non il contrario” ha ribadito.


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